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Elezioni 2013: ultimo aggiornamento sugli scenari politici italiani, ancora sorprese!

Confesso che mettere mano ai dati sui sondaggi e vedere nomi di partiti e leader politici per me significa combattere con un vago senso di nausea: siamo alle battute finali prima delle elezioni politiche, con dichiarazioni e promesse degne di una trattativa da suk. Ciascuno schieramento utilizza qualsiasi arma pur di guadagnare elettori e smontare gli avversari: c’è chi si diverte in questo contesto, ma io trovo lo spettacolo poco edificante.

Tuttavia, armato di pragmatismo, aggiorno l’analisi degli scenari politici che emergono aggregando, con l’aiuto di un po’ di statistica Bayesiana, i risultati dei sondaggi pubblici presenti sul sito http://www.sondaggipoliticoelettorali.it ed effettuando una vera e propria simulazione elettorale.

Siamo ormai alla “terza puntata” di quest’analisi, quindi non mi dilungo né sull’ovvia importanza di queste elezioni, né sulla metodologia, ma mi limito a rinviarvi ai post precedenti: analisi del 23 gennaio e analisi del 7 febbraio.

Questa volta, invece, vi propongo subito i risultati delle simulazioni elettorali, aggiornati con tutti i sondaggi pubblicamente disponibili fino all’entrata in vigore della “par condicio”.

sondaggi elezioni 2013Il grafico riporta la distribuzione di probabilità dei voti dei vari soggetti politici stimata con una simulazione elettorale, utilizzando come base informativa i sondaggi ufficiali. Sull’asse orizzontale sono rappresentati i possibili risultati in termini di preferenze accordate e, per un dato valore, quanto più l’altezza della “campana” è elevata, tanto più è probabile. Le tre campane corrispondono alla simulazione effettuata il 22 gennaio, a quella più recente, del 6 febbraio e infine a quella odierna, del 20 febbraio.

Clicca per ingrandire

dati elezioni 2013 sondaggi

Nella parte superiore della tabella trovate, per ogni coalizione, l’intervallo che, in 90 casi su 100, comprende il risultato elettorale stimato, con il suo valore medio. Per esempio: la prima riga “PD+SEL+…” ci dice che nel 90% dei casi la coalizione di Centrosinistra si collocherà tra il 34,5% e il 35,1% dei voti, che in media il valore sarà 34,8% e quindi solo nel 5% dei casi si verificheranno risultati peggiori di 34,5% e migliori di 35,1%.

Come vedete, rispetto all’ultima volta, la situazione è ancora cambiata. In un mese abbiamo assistito ad un’evoluzione interessante. Lo scenario politico più probabile è rimasto lo stesso: vittoria del Centrosinistra, con bassa (ma non nulla) probabilità di avere la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Quindi necessità di una coalizione post-elettorale, verosimilmente con Monti. La probabilità stimata per questo scenario è rimasta intorno al 95%.

Che cosa è cambiato?

Come già accennato la volta scorsa, il numero di sondaggi è cresciuto, quindi le informazioni sono da considerarsi più precise. Questo si riflette in una “campana” con la gamma dei possibili risultati più stretta. Detto altrimenti, c’è meno incertezza sul risultato, sempre ammesso che i sondaggi siano affidabili.

La domanda delle domande: quale sarà il peso del Movimento 5 stelle di Beppe grillo?

Il Movimento 5 Stelle continua la sua avanzata. La grande incognita sono gli elettori indecisi (circa uno su tre): se il loro comportamento dovesse essere molto diverso da quello medio che emerge  dai poll, si potranno avere delle belle sorprese. Supponendo che l’”elettore dell’ultimo secondo” propenda maggiormente per gli outsider rispetto alle coalizioni maggiori, il Movimento potrebbe essere il sorpresone elettorale.

Quanto è plausibile la Rimonta di Berlusconi?

Il Centrodestra di Berlusconi avanza un po’ rispetto alla volta precedente. Tuttavia la coalizione PdL + Lega si attesta 7-8 punti percentuali sotto la coalizione PD + SEL, almeno stando ai sondaggi prima dell’entrata in vigore della par condicio. Se non c’è stato un ribaltamento negli ultimi giorni, è difficile trovare una situazione diversa dopo la chiusura dei seggi. Probabilisticamente, la rimonta è poco verosimile.

La coalizione di Monti rischia di arrivare quarta?

Effettivamente, dall’analisi emerge che la coalizione del Presidente uscente è in quarta posizione, dopo il M5S. Ad ogni modo, sembra che il risultato resti al di sopra della soglia di sbarramento del 10%, limite che permetterebbe alla coalizione di accedere alla Camera dei Deputati.

Si conferma lo scenario di una vittoria di Bersani?

Il Centrosinistra di Bersani è sostanzialmente stabile, un filo sotto al 35%. Stando sempre ai dati dei sondaggi analizzati, è questa la coalizione saldamente in testa nelle preferenze degli Italiani.

Quintum datur?

Rivoluzione Civile di Ingroia scende al di sotto del 5%, gli altri partiti hanno numeri purtroppo per loro trascurabili (sempre stando all’aggregato dei sondaggi).

Conclusioni

Indecisi a parte, il numero di sondaggi da me analizzati è pari a svariate decine. Le conclusioni, quindi, dovrebbero essere abbastanza affidabili. Lo so, lo so: c’è chi ritiene che le società che effettuano sondaggi non siano tutte ugualmente attendibili, né indipendenti. Francamente, lo penso anche io… tuttavia, la statistica in questi casi si rivela una buona amica: aggregando una moltitudine di sondaggi effettuati da soggetti diversi, il “rumore” dovrebbe essere limato (l’intuizione è che una distorsione positiva verso una coalizione in un sondaggio viene compensata da una distorsione di segno opposto in un altro).

Quanto potrà essere stabile il Governo che ne uscirà, verosimilmente una coalizione Centrosinistra+Centro?

Impossibile dare una risposta ora. Se davvero la soluzione fosse un’ampia coalizione Centrosinistra + Centro, gli equilibri tra Monti e Vendola sarebbero tutti da vedere. Ma con l’economia italiana che, nel periodo secondo quarto 2010 – terzo quarto 2012, è stata la peggiore tra quelle dei Paesi membri del G7, sarà bene che chiunque vinca “faccia le cose giuste” dal punto di vista della politica economica.

Se c’è qualcuno con un’insana passione per la statistica, questo è il link https://www.adviseonly.com/documents/311 al documento tecnico che spiega meglio la metodologia utilizzata; il documento è postato nella mia pagina personale della Community Advise Only, basta registrarsi (gratuitamente).

Scritto da

Uno dei fondatori di AdviseOnly, responsabile del Financial & Data Analysis Group. Esperto di finanza e gestione dei rischi, statistico Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra le altre: Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su investimenti e gestione dei rischi. Ex-triathleta, s'ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning.

Ultimi commenti
  • Sbaglio o tutti i sondaggi su cui si basano le simulazioni riportate sopra non tengono conto della legge elettorale in essere? Ovvero in che misura le intenzioni di voto si rifletteranno sulle maggioranze parlamentari? In tal senso, come siete riusciti ad estrapolare l’ultima stima (sulla maggioranza al senato)? Ci sono sondaggi “regionali”?

    • Raffaele Zenti

      I sondaggi utilizzati nell’analisi sono tutti quelli resi pubblici prima dell’inizio della “par condicio”, sia di carattere nazionale, che regionale.
      E le stime circa le maggioranze parlamentari alla Camera e al Senato sono effettuate utilizzando sia i sondaggi nazionali, sia quelli regionali.
      Questi ultimi servono infatti per simulare simultaneamente le elezioni a livello regionale, verificando, ad esempio la probabilità che il Centrosinistra vinca contemporaneamente nelle “regioni chiave”. Quindi, direi che la simulazione, seppur con qualche semplificazione (consideriamo solo le “regioni chiave”), tiene conto della legge elettorale vigente.

  • massimo vicari

    Quello che temo e’ che la maggioranza non sia cosi’ forte come sembra, e che dovremo tornare a votare…

    • Raffaele Zenti

      Possibile, infatti. Molti equilibri tra coalizioni e dentro le coalizioni sono tutti da verificare. E’ bene che trovino il modo di andare d’accordo, perché questo Paese ha bisogno di una politica economica seria e credibile per la crescita e ha bisogno di riforme politiche e strutturali (fattori non disgiunti dal primo).

  • ahhaah sondaggi fasulli!!! vincerà 5 stelle questa statistica è una buffonata messa in piedi per scoraggiare chi vota i piccoli partiti e gli indecisi….votate movimento…tra pochi giorni vinceremo..non lasciatevi ingannare!!

    • Raffaele Zenti

      Questa statistica è messa in piedi utilizzando oltre 100 sondaggi di varie società. Noi siamo indipendenti, non vogliamo scoraggiare proprio nessuno, cerchiamo di informare le persone, pensando soprattutto all’impatto economico e finanziario delle scelte politiche.

      • Provo raccapriccio nel leggere le parole di Fabio Marino.

    • Raffaele Zenti

      Può essere…essendo noi assolutamente indipendenti ci interessa molto verificare se è così. Qualche giorno e lo sapremo.

      Certo che se fosse davvero così, difficilmente utilizzeremo ancora i dati dei sondaggi ufficiali in futuro. O li utilizzeremo differentemente.

    • L’articolo di freeopinionist mi pare poco serio perché gioca con le parole. Il titolo è “Grillo in testa nei sondaggi”, poi si va a leggere è c’è scritto in bella evidenza che i risultati NON SONO UN SONDAGGIO, ma un indice di popolarità che misura le citazioni in rete. E’ evidente che Grillo lì è in testa, in quanto usa solo la rete per comunicare.

      • Poco serio? Ma come ti permetti? Basta leggerlo per capire il contenuto. O forse è troppo difficile per te?

  • “pensando soprattutto all’impatto economico e finanziario delle scelte politiche.” ahahah a raffaè prepara l’elicottero

  • Raffaele, alla luce di cio’ che e’ successo, a parte la sottostima del risultato dell’M5s, ti sembrano ancora ineteressanti i sondaggi?

    • Raffaele Zenti

      Del mio sospetto che fossero solo parzialmente utili avevo già detto.
      Comunque sì, secondo me sono nonostante tutto utili, specie in aggregato, perché sono l’unica informazione sistematica quantitativa che abbiamo prima di un voto. Sarebbe molto utile integrare i sondaggi con altri dati provenienti da diverse fonti di informazioni (es. social network, televisione, stampa, ecc), solo che… non è tecnicamente banale. E poi i gorssi trend, considerando che sono dati di 15 gg antecedenti le elezioni, erano abbastanza chiari: vittoria a Camera e Senato di CSX ma senza capacità di governare, trend molto positivo per M5S…

      Nei dati, a leggere bene, qualche trend serpeggiava già: quello forte del M5S, la scivolata di Monti, il sempre più risicato ma solido margine del centrosinistra sul centrodestra (che in effetti si è avverato). Tieni inoltre presente che i poll si sono interrotti alcune settimane fa, ma le opinioni hanno continuato a muoversi.

  • Ehm,quell’articolo è pieno di sciocchezze se non lo sai.
    La proclamazione dei risultati delle elezioni avviene in base al riconteggio dei verbali cartacei originali da parte dei giudici della Cassazione.
    E i risultati sono sempre risultati uguali.
    Quindi quelle dei brogli informatici sono solo sciocchezze.

  • Nel 2006 Deaglio sosteneva che le elezioni erano state
    manipolate da Berlusconi perchè mentre secondo i sondaggi l’Unione doveva vincere con 4 o 5 punti di vantaggio invece ci fu un pareggio.
    Però i sondaggi sono stati errati anche nel 2008 e nel 2013.
    Nel 2008 il CDX era si in vantaggio,ma non certo col 47% circa finale.
    Era attestato nei sondaggi solo sul 43%.
    Ancora peggio oggi.
    IBC doveva vincere col 35-36% sil 28-29 del CDX.
    Invece alla fine Bersani ha preso solo meno del 30%.
    Quindi alla fine l’errore minore dei sondaggi c’è stato proprio nel 2006.
    Con buona pace di Deaglio e di tutti i complottisti.

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