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HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAGrafico della settimana: quanto valgono e quanto rendono le azioni europee?

Grafico della settimana: quanto valgono e quanto rendono le azioni europee?

Le obbligazioni offrono ormai ben poche possibilità di guadagno e i risparmiatori alla ricerca di rendimento si stanno spostando sempre più verso l’equity. Ma attenzione: i mercati azionari non sono tutti uguali.

 

Migrazione dai bond all’equity? Sì, ma usando la testa

I risparmiatori abituati in passato alle elevate cedole delle obbligazioni italiane (i cari, adorati BTP) si muovono sempre più spesso verso la Borsa, alla ricerca di azioni in grado di fornire un buon dividendo. Spesso puntano sui titoli europei, che in questo momento offrono un dividend yield medio superiore al 3,5% annuo – quando per esempio un’obbligazione decennale tedesca (Bund) e una italiana (BTP) hanno un rendimento annuo lorodo a scadenza rispettivamente dello 0,11% e dell’1,47%.

Certo, questa “migrazione” dei risparmiatori dal mondo del reddito fisso all’azionario avviene po’ obtorto collo, spinta dal bassissimo livello dei rendimenti obbligazionari, sia nominali che reali. Quindi, oltre ad augurarci che ci sia piena consapevolezza dei rischi legati all’investimento azionario, raccomandiamo di prestare attenzione alle valutazioni complessive dei vari mercati.

Non tutte le Borse europee, a fronte di dividendi abbastanza elevati, hanno le stesse valutazioni. Cioè non sono tutte convenienti allo stesso modo. Per farvene un’idea, guardate il grafico seguente, che, per le principali Borse europee, mette in relazione:

 

valutazioni_mercati_azionari_europei

 

I mercati azionari non sono tutti uguali

Come già emerge da questa semplice rappresentazione grafica, non tutti i mercati azionari sono uguali. Esistono mercati con elevati dividend yield e che, al tempo stesso, presentano valutazioni di mercato che possono risultare interessanti (è il caso del mercato spagnolo o di quello portoghese) e altri mercati in linea con il dividend yield europeo ma con valutazioni care e quindi poco interessanti (per esempio il mercato del Belgio).

Dove si colloca l’Italia?

Per quanto riguarda la nostra Italia, le valutazioni di mercato sono in linea con quelle della zona euro, ma il dividend yield è di poco inferiore. Una piccola nota per il mercato tedesco, che oltre a risultare poco attraente dal punto di vista obbligazionario, lo è anche per quanto riguarda il mercato azionario: quest’ultimo non solo è più caro rispetto a quello della zona euro, ma ha anche un dividend yield, e cioè una redditività corrente, inferiore alla media (rappresentata dal centro degli assi).

E quel punto in basso a sinistra?

Quello è il mercato greco che, dopo i forti ribassi dovuti alla continua incertezza politica ed economica, si presenta come un mercato bastonato e un po’ ‘low cost’, con dividend yield risicati, perché ultimamente in Grecia di dividendi se ne pagano davvero pochini.

 


 

 

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Ultimi commenti
  • Ma questi P/E Grahm e DivYield dei vari paesi su che indice li avete calcolati?
    Ftsemib per Italia, Ibex per Spagna, … Oppure avete usato gli indici MSCI Italy per Italia, MSCI Spain per Spagna, ecc.

    Perché per esempio gli MSCI hanno per alcuni di questi paesi un numero di titoli così risicato che non vorrei distorcesse i risultati. Per es. MSCI Greece ormai è ridotto a soli 10 titoli, MSCI Portugal solo 4, MSCI Italy e Spain circa 25 ciascuno.
    Insomma molto diverso da MSCI Germania e Francia che hanno più di 50 titoli a testa al loro interno.

    Mi viene da pensare che più titoli ha l’indicr al suo interno e più è difficile possa avere un alto DivYield.

    • Filippo Oliviero

      Ciao Gianni!
      Per il grafico sono stati utilizzati gli indici MSCI dei rispettivi Paesi, indici utilizzati come benchmark per molti fondi ed ETF.
      Non è vero che all’aumentare del numero dei titoli sia più facile avere un dividend yield più elevato.
      Consideriamo per esempio il Portogallo, il dividend yield che si ricava dall’indice MSCI è di 4,33% mentre quello che si ricava dal PSI 20 è di 4,17%.
      Ciao!

      • Stiamo dicendo la stessa cosa direi. Il PSI20 ha 20 titoli e appunto un dividend yield più basso dell’MSCI Portugal di soli 4. Avevo scritto che più titoli ha un indice e più è difficile che dia un dividend yield elevato.

        Comunque quello che intendevo è che sul grafico temo si rischi di confrontare mele con pere.
        Per esempio dal grafico uno potrebbe desumere che la Germania è peggio del Portogallo perché dà un dividend yield minore e ha un P/E Graham maggiore.
        Ma hai visto l’MSCI Portugal di cosa è composto? Solo 4 titoli di cui 80% sono utilities e energy.
        MSCI Germany invece sono oltre 50 titoli e molto più diversificato a livello settoriale, quindi mi verrebbe da dire che in aggregato i P/E Graham e DivYield dell’MSCI Germany siano molto più sostenibili in futuro rispetto ad un paniere di 4 azioni Portoghesi fatto per l’80% da utilities e energy.

        • Filippo Oliviero

          Ciao Gianni,
          gli indici MSCI sono una buona proxy e quindi non penso ci sia il rischio di confrontare mele con pere. A maggior ragione che sono indici utilizzati da etf e fondi come benchmark dei vari mercati azionari. L’esempio che ti avevo fatto con il Portogallo era soprattutto per farti capire che, ovvio, il valore non è lo stesso, ma non è così tanto diverso (4,17% vs 4,33%).
          Vero, l’MSCI del Portogallo ha solo 4 titoli ed il 70% sono utilities ed energy… ma perchè il PSI sbilanciato su questi settori… quindi mi sembra un buon compromesso 🙂
          Ciao

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