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La Cina è sempre più vicina

La Cina si apre agli investimenti stranieri

Conto alla rovescia per l’indice di riferimento per i mercati emergenti (MSCI Emerging Markets) che, dopo tre rinvii, il 31 maggio accoglierà 234 azioni cinesi fino ad ora rimaste fuori dalla portata degli investitori stranieri. Tra le più importanti, ci sono la Commercial Bank of China, la China Construction Bank, le prime due banche cinesi, e il colosso petrolifero PetroChina.

Cos’è l’indice MSCI Emerging Market

Precedentemente nota come Morgan Stanley Capital International, la MSCI Inc. è una società con sede a New York, negli Stati Uniti, che produce indici. I quali sintetizzano l’andamento dei titoli di un determinato paniere di azioni, rappresentandone la performance media.

L’indice MSCI Emerging Market, lanciato nel 1988, include i titoli di aziende a larga e media capitalizzazione di 24 Paesi dei mercati emergenti ed è il punto di riferimento per circa 2.000 miliardi di dollari di masse gestite a livello globale.

La Cina cambia registro

L’obiettivo dell’ingresso delle oltre 230 società nell’indice MSCI Emerging Market è, per Pechino, aprire il mercato interno agli investitori esteri. Un passaggio fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi strategici 2016-2020. Si volta pagina, insomma. Infatti, se la cucina cinese oggi è alla portata di tutti, lo stesso non si può dire per gli investimenti: il mercato domestico cinese finora è stato per lo più prerogativa degli investitori locali o dei cosiddetti “investitori qualificati”.

Pechino apre agli investimenti esteri

Il processo d’inserimento delle 234 nuove società cinesi nell’indice MSCI Emerging Market avverrà in due tranche – maggio e agosto – e costringerà gli asset manager ad adeguarsi, allocando parte degli asset raccolti su questi titoli e incrementandone la liquidità. Secondo i calcoli di MSCI, a fine anno il peso del mercato cinese si aggirerà intorno al 31,3% dell’indice MSCI Emerging Market, ma nel corso del tempo, se venisse inclusa la totalità delle 3.000 società quotate sul listino di Shanghai (A-Shares), potrebbe salire fino al 42%.

Influenza destinata a crescere

Non basterà certo questo a trasformare il mercato cinese in una storia di successo. Di sicuro, però, la sua influenza è destinata ad aumentare. Se non ne siete convinti, provate a dare un’occhiata a questi numeri: un vero e proprio “megatrend”.

  1. Entro il 2020, la Cina dovrebbe essere il mercato con la classe media più popolosa al mondo.
  2. Tale classe media ha un’enorme ricchezza ancora da investire, che grazie alla graduale apertura del mercato finanziario cinese potrebbe arricchire i mercati internazionali.
  3. Quota di ricchezza finanziaria per asset class nelle varie aree geografiche mondiali

  4. E ha anche soldi da spendere in viaggi: i cinesi sono i “turisti” più spendaccioni, circa il 77% ha una media di spesa giornaliere superiore ai 200 euro

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Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

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