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Infografica: immigrazione? Il problema dell’Italia è l’emigrazione

Come ogni estate, in Italia tiene banco il tema dell’immigrazione verso le nostre coste. Ma forse dovremmo parlare un po’ di più di emigrazione dal nostro paese, soprattutto da parte degli italiani più preparati.

Una fotografia della fuga dei cervelli è stata scattata dall’Istat e dalla Fondazione Migrantes. Uno sguardo alle statistiche ci permette di tracciare un identikit dei cervelli in fuga e di individuarne le rotte.

Identikit e rotte dei cervelli in fuga

Secondo gli indicatori demografici dell’Istat pubblicati il 15 giugno, nel 2014 sono diminuiti gli arrivi e aumentate le partenze dall’Italia, seppure il saldo migratorio (la differenza tra le due grandezze) si sia mantenuto positivo e pari a 140mila. Quasi 90mila italiani hanno lasciato il nostro paese nel 2014. Il tasso migratorio è particolarmente alto nel Centronord. Secondo la Fondazione Migrantes (vedi il rapporto “Italiani nel mondo 2014”), i cervelli in fuga sono aumentati del 16,10% tra il 2012 e il 2013.

Il Rapporto Annuale 2015 dell’Istat approfondisce la fuga dei cervelli italiani più preparati perché hanno avuto un ciclo di formazione più lungo degli altri. Si tratta dei giovani che hanno conseguito il dottorato di ricerca, precisamente nel 2008 e nel 2010. Tra il 2009 e il 2014, sono aumentati del 7% i dottori espatriati all’estero. L’indagine dell’Istat riserva delle interessanti sorprese: per esempio, si scopre che le mitiche STEM (acronimo di Science, Technology, Economics e Maths) non bastano a garantire migliori prospettive, tant’è che chi ha un dottorato in queste discipline emigra più degli altri. Guardate l’infografica.

Perché se ne vanno via tutti?

Secondo la Fondazione Migrantes, il fatto che siano soprattutto i giovani a emigrare è la riprova di “quanto evidentemente la recessione economica e la disoccupazione siano le effettive cause che spingono a partire”.

L’85% dei dottori di ricerca intervistati dall’Istat confessa di essersi trasferito per godere di migliori opportunità di lavoro, sia in termini di qualifiche, che di stipendio. Nello specifico:

  • il 91,2% ha una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione, contro l’85,2% di chi resta in Italia;
  • il 47,8% riesce a lavorare per un’università, contro il 29% di chi vive nel Belpaese;
  • il 20,2% trova lavoro in un ente di ricerca pubblico o privato, contro l’11,9% degli italiani che scelgono di non espatriare.

Secondo noi, esistono 5 buoni motivi per far le valigie dall’Italia.

Voi cosa ne pensate?

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

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