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Il mondo cambia, i mercati finanziari lo seguono a ruota

I settori finanziari cambiano adeguandosi all'evoluzione tecnologica della nostra società.

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”

Abbiamo deciso di scomodare il celebre chimico Antonie Lavoisier per parlare del primo importante cambiamento che il mercato tecnologico statunitense, e di conseguenza mondiale, vivrà nelle prossime settimane. I megatrend attualmente in corso, infatti, non impattano solo nella nostra piccola quotidianità. Anche i mercati finanziari sono letteralmente investiti dall’evoluzione tecnologica, finanziaria e sociale di questi anni. Quello che sta per accadere sul mercato è proprio frutto di questa rivoluzione. Secondo voi, i business di società come Facebook e Microsoft possono appartenere alla stessa categoria? E quelli di Netflix e McDonald’s? Ecco, esatto: no.

Settori, si volta pagina

Per rispettare i cambiamenti introddotti dalle nuove forme di comunicazione digitale, intrattenimento e e-commerce emerse nell’ultimo decennio, il provider di indici MSCI ha deciso di rivedere in profodità la defizione della classificaizone GICS1 (risalente al 1999), la metodologia di ripartizione del mercato in 11 macrosettori. A partire dal 24 settembre il settore delle telecomunicazioni verrà pensionato per lasciare il posto al nuovo settore dei “servizi di comunicazione”.

Cerchiamo di capire concretamente in cosa consiste questa modifica andando ad osservare come cambia uno dei principali indici statunitensi e mondiali, lo S&P 500. L’introduzione di questo nuovo settore infatti implica uno spostamento di casacca di alcuni titoli da un settore all’altro. Considerando i titoli che compongono l’indice S&P500, i settori coinvolti sono tre, per 26 società che rappresentano circa 10% della capitalizzazione dell’intero indice.

D’ora in avanti, investire in tecnologia informatica vorrà dire investire in società finalizzate allo sviluppo di software, hardware e intelligenza artificiale, in modo nettamente più specifico rispetto a quanto avvenuto finora. Chi vorrà investire nella comunicazione digitale guarderà al nuovo settore, comprendente di Facebook e Twitter, tra i leader nell’ambito e fino ad oggi considerate (impropriamente) società informatiche. Vengono insomma ridefiniti in modo più preciso i confini dei settori, dopo l’esplosione tecnologica degli ultimi anni.

 

 

Una nuova opportunità d’investimento?

Con il ridimensionamento del settore delle telecomunicazioni a cambiare saranno anche le caratteristiche economico-finanziarie del settore nascente. Secondo quanto calcolato da MSCI, il precedente settore apparteneva alla categoria dei “difensivi”, in quanto meno correlato rispetto ad altri con l’andamento del ciclo economico. Tuttavia, ora il nuovo settore entrerà nella famiglia dei “ciclici”, dove troviamo società i cui risultati aziendali sono maggiormente correlati con il ciclo economico.

Il cambiamento sarà tale anche dal punto di vista fattoriale: il settore delle telecomunicazioni infatti apparteneva alla categoria dei “Value”, in quanto le società presenti erano caratterizzate da buoni fondamentali di bilancio. Il neo-settore invece sarà un “Growth”, con società che presentano elevate aspettative di crescita (come appunto quelle tecnologiche).

 

 

Dato che nella sostanza si tratta di un ribilanciamento all’interno dei settori, è stato possibile eseguire un semplice esercizio: ricostruire la storia del nuovo settore e vedere come si è comportato nel passato. Nell’ultimo decennio, i servizi di comunicazione hanno fatto registrare un ottimo rendimento medio annuo (in dollari USA), pari al 14,8% contro il 10,8% dello S&P 500. Un risultato certificato anche dalle buone valutazioni di bilancio:

  • utili per azione attesi in crescita del 16% medio nei prossimi cinque anni, meglio del 4% atteso dallo S&P 500. Positivo anche il dato storico (sugli ultimi tre anni): crescita del 26%, contro l’11,3% dell’indice principale;
  • quoziente di indebitamento – il rapporto debito/equity – più basso rispetto al mercato (79% contro il 112% dell’indice), indicatore di una struttura finanziaria del settore più equilibrata;
  • anche in termini di redditività il quadro è positivo: ROE del 25% e Margine Operativo Lordo del 20%, contro il 21% e il 20% rispettivamente dello S&P 500.

 

 

Riflessi per gli investitori?

Coloro che nel proprio portafoglio hanno strumenti che replicano questi indici settoriali saranno interessati da questa novità, con la necessità di rivedere la propria asset allocation in virtù dell’obiettivo d’investimento desiderato. Chi vorrà investire in società (veramente) di stampo informatico dovrà ricercare strumenti replicanti l’indice tecnologico; chi vuole puntare sulla comunicazione digitale troverà il suo pane negli ETF di nuova nascita, replicanti il settore appena introdotto.

Tra le nostre soluzioni d’investimento disponibili tramite il servizio AO Tutor ce ne sono alcune che saranno soggette a questo cambiamento: il nostro Team di Financial Strategies comunicherà a breve eventuali decisioni a riguardo.


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1 – The Global Industry Classification Standard (GICS®), fonte: MSCI

Scritto da

Da sempre animato dalla curiosità verso il mondo della finanza, consegue la laurea triennale in Marketing e Mercati Globali, quindi passa al corso di laurea magistrale in Economia e Finanza presso l'università degli studi di Milano-Bicocca. L'impronta quantitativa del percorso accademico alimenta la curiosità verso tematiche economico-finanziarie e modelli di gestione. Questo lo convince della necessità e importanza di una chiara comunicazione finanziaria. Ovviamente, date queste premesse, non poteva che entrare a far parte del team di AdviseOnly. Alterna il tempo libero tra l’analisi di realtà geopolitiche e la ricerca di nuove dimensioni musicali.

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