a
a
HomeECONOMIA E MERCATIECONOMIA, POLITICA E SOCIETA'Banche e Governo: un anno di riforme del sistema bancario. Ora tocca alle BCC

Banche e Governo: un anno di riforme del sistema bancario. Ora tocca alle BCC

Dopo la riforma delle banche popolari, ora tocca alle BCC cambiare pelle: ecco cosa c’è da sapere.

 

Il 2016 è un anno di grande cambiamento per il sistema bancario italiano.

Dopo la riforma delle banche popolari, la Camera dei deputati ha recentemente approvato il “decreto banche”, che ha come oggetto la trasformazione delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) e la garanzia pubblica sulle sofferenze, le tanto discusse CAGS.

bcc1

Che cosa prevede la riforma delle banche di Credito Cooperativo?

La riforma[1] ruota intorno a due pilastri fondamentali:

  1. la nascita di una capogruppo (holding) in forma di società per azioni, con un patrimonio minimo di un miliardo di euro, partecipata a maggioranza dalle stesse BCC;
  2. il consolidamento dell’intera struttura di credito cooperativo[2].

Stando a quanto legiferato fino ad oggi[3], le 364 BCC presenti sul territorio italiano hanno l’obbligo di entrare a far parte di un gruppo bancario cooperativo che abbia come capofila la nuova holding, pena la revoca da parte della Banca d’Italia della licenza bancaria e dunque dell’autonomia creditizia.

La nuova holding nazionale eserciterà poteri di controllo e coordinamento e i rapporti verranno sanciti da “contratti di coesione”, che saranno severi in modo inversamente proporzionale alla virtuosità dell’operato delle BCC: le banche meno efficienti avranno meno margini di manovra.

E chi non volesse aderire?

L’obbligo di adesione è inoltre incentivato da una way-out piuttosto stringente. Infatti, le BCC che decidono di non aderire alla nuova struttura societaria devono rispettare le seguenti condizioni, abbastanza gravose:

  1. possedere un ammontare di riserve di almeno 200 milioni di euro
  2. versare all’erario un’imposta straordinaria pari al 20% delle riserve stesse;
  3. trasformarsi in società per azioni.

Verso un nuovo sistema di credito cooperativo

Al di là degli aspetti più tecnici, si sta delineando una sistema di credito cooperativo composto da poche BCC con le spalle più larghe, coordinate da un ente più aperto al mercato (circa 1/3 del capitale potrà essere destinato ad investitori esterni) e sotto la supervisione della BCE (in quanto alcune BCC hanno attivi consolidati superiore ai 30 miliardi di euro).

bcc2

Il sistema bancario italiano non si è ancora del tutto ripreso dalla crisi della zona euro. Ma l’insieme delle misure approvate negli ultimi anni serve ad accelerare la pulizia dei bilanci delle banche e rendere il sistema più solido, specialmente in caso di una nuova crisi. Tuttavia, questi provvedimenti da soli non risolvono i problemi d’innovazione del business model e di scarsa redditività del sistema bancario italiano: la strada è ancora in salita.

[1] http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/D16018B.Pdf

[2] http://www.creditocooperativo.it/template/default.asp?i_menuID=35340

[3] http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/D16018B.Pdf

Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.