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Lo “scandalo emissioni” spiana la strada a Tesla? Ecco tutti i dettagli del titolo

Lo scandalo Volkswagen ha messo al centro dei mercati finanziari il settore automobilistico; nessuno si aspettava una violazione delle norme a tutela dell’ambiente di questa portata e men che meno da una società tedesca da sempre nota per la rigidità dei controlli. E lo scandalo continua coinvolgendo anche altre società e altri veicoli. Porsche infatti ha bloccato le vendite di Cayenne in USA sulla scia delle indagini da parte dell’agenzia federale di protezione dell’ambiente.

È proprio l’ambiente la chiave del ‘problema’ e negli ultimi anni la parola sta diventando sempre più ‘pesante’ per le imprese. Le normative sulle emissioni di CO2 sono diventate sempre più stringenti e le emissioni degli autoveicoli sempre più controllate. Ecco perché potrebbe prendere spazio ed aumentare la propria presenza Tesla , che produce solo auto elettriche.

Descrizione della società

Tesla è una società fondata nel 2003 in California e prende il nome dall’inventore Nikola Tesla, famoso per i propri brevetti in campo elettrico. La società con sede negli Stati Uniti progetta, sviluppa, produce e vende veicoli elettrici. Nel 2012 è stato lanciato il modello S, la prima auto berlina quattro porte interamente elettrica. Oltre ai veicoli, la società si occupa anche di produrre sistemi elettrici per altri produttori di automobili e sistemi di storage di energia di varie dimensioni.

Parliamo di numeri

Il core business della società è la produzione e la vendita di automobili elettriche, che rappresentano il 96,5% dei ricavi; il rimanente 3,5% arriva dalla vendita di componenti elettriche e servizi. La maggior parte del fatturato proviene dal mercato americano, che rappresenta il 46%. Seguono la Cina con il 14,9% e la Norvegia con il 12,9%.

Nella gallery qui sotto, tutti i numeri della società:

 

Mettendo a confronto la produzione con l’effettiva consegna del veicolo (come mostra il grafico qui sotto), è possibile notare un incremento di entrambe le voci, anche se i volumi prodotti sono sempre superiori alle consegne con l’inevitabile incremento della voce in bilancio dedicata alle rimanenze di beni finiti. Questo dovrebbe consentire alla società di far fronte all’incremento di volumi di vendita atteso nell’ultimo trimestre dell’anno.

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Dalla conferenza per l’ultima trimestrale e dai relativi grafici è emerso come, nel corso del tempo, la voce dei ricavi sia progressivamente aumentata; mentre la voce degli utili alla fine del bilancio registra un segno meno se confrontata con l’ultimo trimestre del 2014. Nel terzo trimestre le perdite sono salite a circa 75 milioni di dollari, un dato peggiore delle attese, mentre l’utile per azione, o meglio la perdita per azione, è stata pari a 1,78.

tesla

Fonte Bloomberg, stima effettuata su consensus Bloomberg

Tesla sui Mercati

tesla2

MERCATO: Nasdaq

  • ISIN: US88160R1014
  • VALUTA: USD
  • CAPITALIZZAZIONE: 30.427,8 milioni di dollari
  • MIN-MAX 52 settimane: 181,4 – 286,65 dollari per azione
  • NUMERO AZIONI FLOTTANTE: 131 milioni
  • VOLUME MEDIO (3 mesi): 4,7 milioni di azioni

tesla graficoRischi e opportunità

Il settore delle auto elettriche è particolarmente di nicchia e presenta molte insidie, ma allo stesso tempo anche opportunità.

  • Tra i principali rischi per la società vi è senza dubbio la possibilità di ritardi e complicazioni varie nel design, nella produzione e nel lancio di nuovi modelli di autoveicoli e quindi di compromettere la principale fonte di ricavo. Il business è complesso e se Tesla non riesce a rispettare i propri programmi di produzione e di consegna, questo potrebbe compromettere la reputazione del brand.
  • Il veicolo elettrico è ancora un elemento visto con diffidenza dal grande pubblico circa la qualità, la sicurezza, le performance e la conservazione del valore, non solo della batteria, ma anche del veicolo stesso nel corso del tempo.
  • La società, come dichiara nella propria nota di trimestrale, dipende molto dai fornitori la maggior parte dei quali è rappresentata da singoli produttori. Questi hanno un elevato potere contrattuale sul gruppo, il che porta alla compressione dei margini operativi.
  • Negli ultimi periodi vi è stata una forte domanda dei ‘servizi’ accessori di Tesla non solo in Australia ma anche in Germania e in Sud Africa. Questi servizi sono legati alle forniture di batterie al litio utilizzate come magazzino di energia solare per le case. Le case dotate di panneli solari, grazie anche ai diversi incentivi, stanno diventando sempre di più una concreta realtà dappertutto e questa potrebbe essere una concreta possibilità per Tesla di diversificare il proprio business troppo focalizzato sulle vetture

Tesla non ha mai distruibito nessun dividendo e nessuno è in previsione, quindi l’eventuale investimento nella società non è di tipo ‘income’ ma ha senso solo se si crede nelle potenzialità della società. L’obiettivo futuro di Tesla è inevitabilmente la compressione dei costi; il gruppo sta bruciando molta cassa nel corso del trimestre non solo per i costi manifatturieri ma anche per i costi operativi. Per poter sopravvivere nel lungo periodo è dunque inevitabile una riorganizzazione su questo fronte, insieme a un potenziamento delle linee accessorie per poter diversificare il core business.

Scritto da

Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l'Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un'esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l'inseparabile smartphone in mano e la musica accesa.

Ultimo commento
  • molti di quelli che puntano su Tesla come fornitore di batterie per la casa ed altre cose, ignorano un particolare non secondario: la tecnologia di queste batterie non è di Tesla bensì di Panasonic…

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