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Draghi lancia un QE da 1.100 miliardi. Ecco cosa vuol dire

C’è voluto del tempo, ma alla fine Mario Draghi l’ha spuntata: la BCE ha deciso di lanciare il mitico QE. Ma non solo. Tre sono, infatti, le decisioni prese dal Consiglio direttivo del 22 gennaio 2015 (clicca per vedere il nostro Storify della conferenza stampa di Draghi):

  1. lancio di un piano di acquisto di titoli finanziari (QE), denominati in euro ed emessi da istituzioni e governi europei, per un valore complessivo di almeno €1.100 miliardi (€60 miliardi al mese, perlomeno fino a fine settembre 2016);
  2. taglio dei tassi d’interesse applicati sulle operazioni di rifinanziamento dell’economia (TLTRO);
  3. resta invariato il tasso d’interesse di riferimento al minimo storico dello 0,05%.

A cosa serve il QE?

Comprando titoli obbligazionari sul mercato secondario, la BCE ha 3 obiettivi.

  • Mantenendo bassi i tassi d’interesse, vuole spingere gli investitori a comprare asset più rischiosi (ad esempio azioni e obbligazioni societarie).
  • Comprando ABS, vuole indurre le banche a liberarsi degli attivi meno liquidi (ad esempio i crediti in sofferenza), così da migliorare la qualità dei loro bilanci. Ciò in linea di principio crea spazio per nuovi crediti a imprese e famiglie.
  • Alzare le aspettative d’inflazione (in soldoni, stimolare la crescita economica, generalmente accompagnata da inflazione).

L’insieme di queste misure – queste solo le speranze della BCE –  dovrebbe infatti stimolare il creditorilanciare gli investimenti e i consumi.

Che cosa prevede il QE lanciato dalla BCE?

La BCE ha dato un target: con questa manovra la BCE si è impegnata ad acquistare €60 miliardi di titoli obbligazionari di vario tipo (corporate, titoli di Stato, ABS oppure covered bond). Vediamo il significativo impatto del QE sul bilancio della BCE nel grafico seguente.

QE_Bce

Non c’è un limite di tempo: gli acquisti mensili cominceranno da marzo 2015 e proseguiranno fino a settembre 2016; in caso di necessità potranno continuare anche oltre.

Gli acquisti saranno mirati: la BCE non potrà acquistare più del 33% del debito totale di un Paese della zona euro e più del 25% di una singola emissione.

I rischi sono in parte condivisi: la condivisione dei rischi, in caso di eventuali perdite, riguarderà esclusivamente il 20% delle obbligazioni acquistate. Questo significa che, in caso di default, per circa l’80% degli attivi acquistati il rischio ricade sulle banche centrali nazionali e quindi sui singoli Paesi.

Il QE soddisfa le aspettative dei mercati?

  • Il programma di acquisto è superiore alla media delle attese (ma non è, comunque, un ammontare sconvolgente), il che è positivo.
  • Grosso modo Draghi ha agito mantenendo le promesse per quanto riguarda l’ampliamento del bilancio della BCE (oltre i €1.000 miliardi annunciati).
  • A conferma del fatto che la BCE si è mossa in linea con le attese, la reazione dei mercati (al momento della redazione di questa nota) è positiva ma tutto sommato modesta: +0,80% l’indice Euro Stoxx 50, +1,50% Borsa Italiana, -0,85% il deprezzamento dell’euro rispetto all’USD, 1,56% il rendimento del BTP decennale (stamattina era 1,68%), 113 punti base lo spread BTP-Bund (stamattina era 116).

Conseguenze per i risparmiatori

Si tratta certamente una buona notizia. Se Draghi non avesse annunciato il QE, con ogni probabilità sarebbe stato un disastro sui mercati. Il QE è in grado di dare sostegno alla domanda di titoli di Stato per un bel po’. Resta comunque difficile pensare a ulteriori grandi discese dei rendimenti obbligazionari.

Quindi, visti i rischi latenti nell’eurozona (si riparte subito con le elezioni anticipate in Grecia del 25 gennaio 2015), noi restiamo convinti che non sia il caso di detenere grandi quantità di titoli di Stato dei PIIGS, BTP in primis, specie a medio-lungo termine.

Anche se gli effetti sull’economia reale dell’eurozona sono tutti da vedere, il QE targato BCE è senz’altro una buona notizia per le Borse, in particolare per le banche (e i possessori di azioni bancarie), i cui bilanci traboccano di titoli di Stato.

Non varia dunque lo scenario da noi atteso, incorporato nell’asset allocation dei Portafogli Premium e dei Portafogli Express.

Scritto da

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