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FinTech, presente e futuro di un’Italia che avanza

Approcio degli italiani verso il Fintech

Mobile payment, mobile wallet, strong authentication: questi sono solo alcuni tra i servizi FinTech che il 16% degli utenti italiani ha utilizzato nel 2017.

Il dato può apparire ancora marginale, ma il quadro cambia se andiamo ad approfondire la sua composizione: analizzando le varie fasce d’età, infatti, balza all’occhio come la quota raddoppia – sopra il 30% – se consideriamo la sola categoria dei Millennials, nati tra gli anni ’80 e i primi anni 2000.

Ovvero la generazione che, di qui a pochi anni, sarà la principale depositaria dei risparmi degli italiani, una fascia decisamente interessante – se non subito sicuramente in prospettiva – per gli operatori dell’asset management.

A dipingere il quadro dello sviluppo del FinTech in Italia è un recente studio condotto da Nielsen Italia e dall’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che ha tratteggiato l’identikit dell’utilizzatore di servizi Fintech nel Belpaese.

Uomini, laureati e residenti nel Nord Ovest

Ne è emerso che il FinTech tende a fare presa più sugli uomini che sulle donne (il 59% di chi lo ha utilizzato lo scorso anno è maschio), su persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni (31%), ma anche tra i 35 e i 44 (39%), principalmente con una laurea (43%), e su chi risiede nella parte nord occidentale della Penisola (34%).

Per quanto riguarda i servizi preferiti dagli utenti italiani, in questo momento il più apprezzato è il mobile payment, con il 15% del campione che dichiara di averne fatto uso nell’ultimo anno. Seguono i mobile wallet (8%), la strong authentication (8%), i trasferimenti di denaro P2P (7%), il trading di criptovalute, i chatbot e il crowdfunding (tutti alla pari al 5%). Chiude la classifica la roboadvisory (1%).

Se guardiamo ai servizi più conosciuti, i pagamenti in mobilità sono ancora in cima alla classifica con il 45% del campione, che dichiara di sapere di cosa si tratta, seguiti dal crowdfunding (39%). Per quanto riguarda la roboadvisory, il livello di conoscenza risulta aumentato solo tra i Millennials, dove la percentuale di chi è “preparato” sul tema è passata dal 12% al 30%.

I servizi FinTech più conosciuti dagli italiani

I servizi Fintech più noti agli italiani

Ma a chi si vorrebbero affidare gli italiani per la gestione dei propri risparmi? Qui la situazione si fa interessante. Se infatti le banche sono il punto di riferimento per il 67% del campione, la percentuale crolla al 42% tra i Millennials, che indicano invece siti di e-commerce e catene di supermercati come attori ideali per occuparsi dei loro soldi.

Gli attori a cui gli italiani si affiderebbero

A quali attori finanziari si affiderebbero gli italiani

La banca del futuro

Alla richiesta su come dovrebbe essere la banca del futuro infine, più di un intervistato su due (54%) ha citato servizi di base gratuiti, il 37% velocità nel completare le operazioni e nel rispondere ai problemi, mentre il 33% vorrebbe una persona in carne e ossa a disposizione per risolvere i casi più complessi, il 33% maggiore trasparenza sugli investimenti e il 32% una disponibilità 24 ore su 24.

“Oggi il cliente, sia consumer sia business, chiede sempre maggiore velocità di risposta, reperibilità dei consulenti e accessibilità di prodotti e servizi in qualunque luogo e momento, e questo risultato si può ottenere soltanto portando avanti una completa digitalizzazione di tutte le attività”, commenta Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio FinTech & Digital Finance. “Già oggi il 56% degli utenti si relaziona con la propria banca utilizzando un PC, un tablet o uno smartphone: questo numero, con i nuovi servizi lanciati a livello internazionale e l’ingresso delle nuove generazioni di nativi digitali nel mondo delle professioni, delle imprese e dei consumi, continuerà ad aumentare. L’ecosistema finanziario non può farsi trovare impreparato”.

Noi siamo pronti

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