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#ABCfinanza: vuoi investire in azioni? Ecco ciò che devi sapere – 2° puntata

Continua la serie #ABCfinanza dedicata al mercato azionario. Nella prima puntata abbiamo chiarito qualche concetto base sulle azioni (Cosa sono e come si comprano le azioni?). In questo post rispondiamo alla domanda: come valutare la scelta tra due o più azioni, settori o mercati?

Per semplicità espositiva, parleremo solo di singoli “titoli azionari”, ma tutti i concetti che vado a esporre sono estendibili ai settori o ai mercati azionari nel loro complesso (nei quali si può investire tramite ETF o fondi).

I super-esperti di finanza mi scuseranno se il mio post non soddisferà certi criteri di accuratezza accademica oppure peccherà di imprecisione, ma lo scopo è quello di introdurre l’investimento in azioni ai non esperti (penso a mia madre, che non ha la più pallida idea di come funzionino la Borsa e i mercati azionari).

Dopo questa doverosa premessa, iniziamo.

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Quando investire in azioni?

La premessa fondamentale è che bisogna comprare un’azione societaria solo se si è convinti che quella società sia in grado di remunerare l’investimento nell’arco di tempo desiderato. Una società remunera i propri azionisti in due modi:

  1. producendo degli utili, distribuiti come dividendi,
  2. attraverso l’aumento di prezzo dell’azione.

Quindi, per guadagnare dal proprio investimento la società di cui si sono acquistate azioni:

  • non deve fallire;
  • deve essere in grado di generare degli utili nel corso del tempo pagati sotto forma di dividendi o incamerati nella variazione dei prezzi (gli operatori si aspettano utili o dividendi in crescita).

Come scegliere le azioni?

Bene, ma come si fa a capire quale sia l’azienda in cui conviene investire? Come si fa a scegliere il titolo A rispetto al titolo B? Qui le cose si complicano leggermente.

Il processo di selezione, infatti, tira in ballo altri fattori determinanti nella propria scelta d’investimento, come il concetto di rischio e la creazione di valore. Analizziamoli nello specifico.

Cos’è il rischio di un investimento azionario?

Non è la prima volta che ci occupiamo di rischio su questo blog (Tutti parlano di rischio. Noi te lo spieghiamo in modo semplice, “pane & salame”). In linea di principio, per un investimento azionario, il rischio è associato alla “perdita di capitale” nell’investimento. A sua volta tale perdita può essere “totale” (in caso di fallimento societario) oppure “temporanea” (in conseguenza della fluttuazione sfavorevole del prezzo di mercato).

Nel mondo della finanza il concetto di rischio viene espresso in vari modi e, purtroppo, bisogna convivere con la cruda realtà: non tutti i rischi sono visibili “a occhio nudo”. A volte la perdita di capitale si può nascondere nelle scelte d’investimento del management della società (a livello micro) oppure può essere provocato dai grandi trend di mercato (a livello macro). Parte di questi rischi sono individuabili, perché sono incorporati nelle dinamiche di prezzo del titolo o degli indici finanziari ed economici. Per questa ragione noi di Advise Only abbiamo messo a disposizione degli utenti diversi strumenti di analisi di rischio (vedi il Barometro del Rischio oppure gli indicatori delle schede azionarie) in modo da offrire diversi spunti di riflessione per le vostre valutazioni.

Tuttavia, al di là delle metriche di rischio che considerate, quando dovete fare una scelta d’investimento (meglio il titolo A o quello B), è importante tenere a mente che ogni indicatore ha le sue caratteristiche e racconta solo una parte della storia. Inoltre dovreste domandarvi voi stessi cosa siete disposti a rischiare e se in definitiva il gioco (rischio) vale la candela (il rendimento atteso). Il primo passo, quindi, è conoscere se stessi: per esempio, avete effettuato uno schietto Test del DNA Finanziario?

Come le società creano valore per un azionista?

Come abbiamo detto, in un’ottica d’investimento, le società creano valore remunerando il capitale investito tramite la distribuzione di dividendi e/o con l’aumento del valore di mercato (incremento di prezzo).

Seguendo questa logica, quando ci si trova a dover scegliere tra l’azione A oppure l’azione B, basta investire in quel titolo che offre le maggiori garanzie di crescita in termini di creazione di valore (ricavi, margini, utili e molto altro).

Ipotizzando che un’analisi di questo tipo sia facile da fare (e, come vedremo in un post successivo, non lo è), essa non basta. Infatti è importante anche il prezzo: è quanto paghiamo per il diritto di partecipare agli utili di una società. Quando si paga un prezzo troppo “alto” si rischia di rimanere delusi.

A tale proposito l’evidenza empirica ci insegna che pagare il giusto prezzo nel lungo termine si dimostra un fattore determinante della performance di un investimento azionario. Esistono diverse metriche di valutazione che permettono di capire se il prezzo di un’azione è corretto (in linea con i fondamentali) oppure troppo caro. Se ci seguite da un po’ sul blog ne avrete sicuramente incontrato qualcuno (rapporto prezzo/utili, dividend yield, rapporto prezzo/patrimonio netto…).

Ovviamente questa seconda puntata di #ABCFinanza sulle azioni non esaurisce l’argomento, anzi ci sono ancora molte aspetti da approfondire (e lo faremo) in maniera più dettagliata. Nel frattempo iniziate a navigare in libertà all’interno di Advise Only potrete, ad esempio, mettere a confronto diversi titoli azionari (conoscete già le classifiche?), prendere dimestichezza con alcune variabili di rischio (schede azionarie) e prendere spunto da moltissime idee di investimento.

Buona navigazione!

Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

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