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HomeCAPIRE LA FINANZAABC FINANZASe la matematica non è un’opinione: l’Ocse boccia (ancora) gli studenti italiani

Se la matematica non è un’opinione: l’Ocse boccia (ancora) gli studenti italiani

Le scarse competenze degli italiani in tema di educazione finanziaria hanno radici lontane, più precisamente nella loro adolescenza. È ciò che viene da pensare dando un’occhiata agli ultimi dati Ocse-Pisa, che certificano ancora una volta le grosse difficoltà degli studenti italiani in matematica. Secondo lo studio basato su dati relativi al 2012 – gli ultimi disponibili – gli studenti 15enni “scarsi” in matematica al momento della rilevazione erano infatti circa 140mila, il 24,7% del totale, contro una media Ocse del 23%.

Ma cosa intende Ocse per studenti “low level” in una determinata materia?

Per quanto riguarda in particolare la matematica, l’organizzazione valuta “asini” gli studenti che si attestano su quello che chiama “livello 1” (in Italia sono l’8,5% del totale) o al di sotto di esso (16,1%): citando testualmente lo studio, questi studenti sono in grado – nei migliori dei casi – di “rispondere a domande molto chiare che riguardino contesti a loro familiari e in cui siano già presenti tutte le informazioni rilevanti. Riescono a identificare i dati e ad applicare il procedimento corretto se questo è evidente e direttamente conseguente allo stimolo fornito, a patto di disporre di istruzioni precise e situazioni esplicite”.

Guardando alla graduatoria globale, che comprende 64 Paesi (34 membri dell’Ocse e 30 “partner” dell’Organizzazione), in matematica gli studenti italiani si posizionano a metà classifica, al 33esimo posto: subito dietro Lussemburgo, Russia e Spagna e lontani anni luce dai più “brillanti” – soprattutto asiatici, con Cina, Singapore e Hong Kong in testa.

C’è da dire però che il Belpaese ha già visto un deciso miglioramento rispetto alla prima classifica Ocse-Pisa, risalente al 2003: la percentuale dei ‘low performer’ in matematica è infatti scesa di 7 punti in dieci anni.

Lo studio Ocse prende poi in esame altre due aree di competenze “di base”: la lettura e le scienze. In entrambi i casi gli italiani restano ancora una volta al di sotto della media, pur segnando un miglioramento rispetto al 2003. Nel 2012 gli studenti low performer nella lettura erano il 20% (contro una media Ocse del 18%) e quelli scarsi in scienze il 19% (anche qui la media Ocse è del 18%). Gli studenti rimasti indietro in tutti e tre i campi in Italia sono il 12% del totale.

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Elaborazione AdviseOnly su dati Ocse. I dati, espressi in percentuale, sono ordinati per competenze matematiche (dai Paesi migliori ai peggiori)

Quando un’ampia fetta della popolazione mostra lacune in queste tre competenze di base, rileva lo studio Ocse, si tende a registrare un impatto negativo sulla crescita economica di lungo termine di un Paese. E, aggiungiamo noi, se uno studente su quattro arriva a 15 anni senza padroneggiare i principi fondamentali della matematica, difficilmente negli anni successivi avrà la voglia – o gli strumenti – per avvicinarsi a concetti come tassi d’interesse, inflazione, capitalizzazione degli interessi e diversificazione del rischio, che costituiscono le fondamenta dell’educazione finanziaria. Non a caso la stessa Ocse prima (nel 2014) e la S&P Global Financial Literacy Survey poi hanno bollato di recente gli italiani come una sorta di “analfabeti finanziari”, con il 73% della popolazione adulta che non è risultata in grado di rispondere a 3 domande su 5 utilizzate per definire il grado di competenza in questo ambito.

Ma se è vero che le carenze matematiche non aiutano, non va nemmeno dimenticato che, come in tutte le cose, non è mai troppo tardi per imparare.

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La scrittura è sempre stata la sua passione. Laureata in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione all’Università Bocconi di Milano, è entrata nel mondo del giornalismo nel 2008 con uno stage in Reuters Italia e successivamente ha lavorato per l’agenzia di stampa Adnkronos e per il sito di Milano Finanza, dove ha iniziato a conoscere i meccanismi del web. All’inizio del 2011 è entrata in Blue Financial Communication, dove si è occupata dei contenuti del sito web Bluerating.com e ha scritto per il mensile Bluerating.

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