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#ABCFinanza: come gestire il panico da investimento

gestire panico investimento come fare

Siamo sicuri di saper leggere nel modo corretto l’andamento dei nostri investimenti? Scopriamo insieme qualche semplice escamotage per vivere più serenamente i mercati.


Il vostro investimento nelle ultime settimane non procede come sperato? Siete preoccupati per una performance degli ultimi due mesi del -2%?

Una preoccupazione assolutamente lecita. Ma non proprio razionale.

Quando si tratta di soldi, investimenti, o più in generale di risparmi, la nostra razionalità è messa a dura prova. Questo è un aspetto ampiamente studiato e dibattuto nel mondo della cosiddetta finanza comportamentale: la nostra emotività ha infatti spesso un ruolo determinante nelle scelte finanziarie che prendiamo.

È quindi giunto il momento di fare un po’ di chiarezza: se le scelte finanziarie prese – in autonomia o con l’aiuto di un consulente – sono adeguate ai nostri obiettivi e alle nostre caratteristiche d’investitore, possiamo (e dobbiamo) vivere un po’ più serenamente.

Il portafoglio Virgilio, in viaggio sui mercati finanziari

Abbiamo simulato 17 anni di storia di questo normalissimo portafoglio bilanciato, composto per metà da una componente esposta sul mercato azionario globale e, per l’altra metà, sul mercato obbligazionario globale (entrambi rappresentati da indici finanziari). Il grafico mostra il movimento dei rendimenti settimanali lordi di Virgilio.

 
Un occhio poco esperto potrebbe non percepire molte informazioni sull’andamento effettivo di questo investimento, anzi! Se guardiamo con attenzione si nota che la maggior parte dei rendimenti di questi 17 anni di storia oscillano tra l’1% e il -1%: per la precisione il 69,38% dei rendimenti rientra in questo intervallo. Ancor più, spiccano pericolosamente verso il basso alcune settimane negative, come quelle della bolla dot.com del 2000 o della crisi dei mutui subprime del 2008. Fino a questo punto il nostro Virgilio non pare essere esattamente un “portafoglio ideale”. Quindi, quale sarebbe stato il rendimento finale se avessimo investito i nostri risparmi in questo portafoglio? Tenetevi forte.
 

Cambiando prospettiva, ed osservando non più i rendimenti, ma i prezzi (ribasati a 100 per comodità), e quindi rappresentando l’andamento storico del portafoglio, si direbbe che il nostro investimento ha tutto un altro aspetto. Una performance complessiva del 139%, con un rendimento medio annuo (lordo) del 4,7% e una volatilità annualizzata dell’ 8,2%. Un risultato assolutamente degno di nota, ottenuto senza stregonerie finanziarie.

Perché questa differenza?

Nessuna vera differenza, entrambi i grafici raccontano la stessa storia, quello che cambia è solamente il punto di vista da cui osserviamo l’andamento del portafoglio. Questo perché, concentrandosi sul rendimento mensile, settimanale o (ancor peggio) giornaliero, del nostro investimento – come nel primo grafico – si rischia di perdere di vista il quadro generale e di lungo periodo che, come dimostra secondo grafico, è decisamente positivo.

Un portafoglio solido

Ne abbiamo parlato molte volte: diversificazione e correlazione. Il grande caposaldo della costruzione di un portafoglio efficiente risiede proprio nel grado di correlazione esistente tra gli strumenti presenti. Il nostro Virgilio è stato costruito (per semplicità) con soli due strumenti, uno riguardante il mercato azionario e l’altro quello obbligazionario. Così semplice da sembrare banale, ma è tutto tranne che banale.

Infatti queste due asset class (nel lungo termine) non presentano una correlazione significativa, quindi il loro andamento risulta reciprocamente poco “collegato”. Diretta conseguenza di una scarsa correlazione, è proprio la diversificazione, il caposaldo della difesa per i nostri investimenti.
Guardiamo il grafico sottostante: nei momenti di maggiore stress finanziario il rendimento del nostro Virgilio non ha subito drastici cali, grazie proprio al potere difensivo offerto in questo caso specifico dalla componente obbligazionaria, che ha mitigato le perdite di quello azionario (e viceversa).

 
Le considerazioni fatte per il nostro Virgilio possono essere facilmente applicate a qualsiasi altro portafoglio, anche più complesso. Se il portafoglio è ben diversificato, la possibile performance negativa di uno strumento può essere controbilanciata da quella di un altro strumento, non correlato. Il grafico seguente parla chiaro: ad esempio, quando la componente azionaria ha risentito di un momento di debolezza del mercato, quella obbligazionaria si è rafforzata e ha così “difeso” la performance complessiva del portafoglio.
 

In sostanza: a meno che non siate Gordon Gekko, o dei bramosi speculatori di Borsa, interessati ad operare sul mercato nel breve o brevissimo termine come i mirabolanti guru del trading online, tenete sempre bene a mente l’obiettivo per cui avete deciso di investire, e il tempo che vi siete (o vi hanno) prefissato per raggiungerlo, senza temere troppo i crash di Borsa. Non abbiate fretta!


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Scritto da

Da sempre animato dalla curiosità verso il mondo della finanza, consegue la laurea triennale in Marketing e Mercati Globali, quindi passa al corso di laurea magistrale in Economia e Finanza presso l'università degli studi di Milano-Bicocca. L'impronta quantitativa del percorso accademico alimenta la curiosità verso tematiche economico-finanziarie e modelli di gestione. Questo lo convince della necessità e importanza di una chiara comunicazione finanziaria. Ovviamente, date queste premesse, non poteva che entrare a far parte del team di AdviseOnly. Alterna il tempo libero tra l’analisi di realtà geopolitiche e la ricerca di nuove dimensioni musicali.

Ultimi commenti
  • Molto interessante, la diversificazione è efficace nel ridurre la volatilità. Più difficile per un investitore “non paziente” resistere dal vendere in occasione delle crisi dei mercati. Quali ETF sono stati usati per l’analisi?
    Giulio

  • Salve D’Avino, dai grafici dell’andamento dei due comparti, l’azionario nei 17 anni analizzati avrebbe dato un rendimento complessivo superiore a quello dell’obbligazionario solo in pochi e brevi momenti, dando per lo più rendimenti di lungo periodo (anche molto) inferiore.
    Come lo interpreta?

    • Buonasera Gianfranco,
      stiamo parlando di due asset class molto diverse l’una dall’altra, calate in un contesto storico (almeno finanziariamente parlando) del tutto fuori dal comune: dalla crisi subprime del 2008 ad oggi l’azione delle banche centrali ha decisamente distorto l’andamento del mondo obbligazionario (e non solo), provocando un indiscriminato abbassamento e “livellamento” dei rendimenti offerti (e conseguente rialzo del prezzo, come noto dalla relazione inversa tra prezzo e rendimento). Di conseguenza il grafico sopra riportato, per gli anni più recenti, mette in mostra anche questo aspetto.
      Grazie per l’interessamento,
      Daniele

      • Grazie Daniele, in effetti qualche evento eccezionale lo abbiamo visto dalla bolla del dotcom a oggi….

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