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Debito emergente in valuta locale? Sì, ma con metodo

Investire in debito emergenti in valuta locale può regalare grandi soddisfazioni.

Lo abbiamo ripetuto tante volte: diversificare è la regola numero uno per migliorare il rendimento potenziale di un portafoglio. E ve l’abbiamo detto anche recentemente: un’interessante opportunità di diversificazione sul fronte obbligazionario è rappresentata dai Paesi Emergenti1, che costituiscono una classe d’investimento ampia e variegata da sfruttare a proprio vantaggio attraverso un intelligente mix di obbligazioni sovrane e societarie in valuta forte ma anche locale.

Torniamo sul tema perché recentemente UBS Asset Management ha ampliato la sua gamma di ETF obbligazionari sui mercati emergenti con il lancio in Borsa Italiana dell’UBS ETF J.P. Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Bond Ucits ETF (ISIN LU1720938841).

 

La carta d’identità del nuovo ETF

L’esposizione alle obbligazioni dei mercati emergenti può svolgere un ruolo importante nella costruzione di un portafoglio, in termini di diversificazione e di possibilità di incrementare il rendimento potenziale. UBS AM offre quindi un Exchange Traded Fund a distribuzione semestrale dei dividendi con TER annuo dello 0,47%, duration modificata del 5,28 e yield to maturity pari al 6,55 (i dati sulla duration modificata e lo YTM sono aggiornati al 31 luglio 2018, fonte JPM, n.d.r.).

Il nuovo strumento consente di esporsi al debito dei Paesi Emergenti in valuta locale replicando il J.P. Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Government Bond Index. Questo indice offre un’esposizione a un paniere diversificato di emissioni governative emergenti in valuta locale, con un rendimento potenziale reso più interessante dalla combinazione di debito locale parzialmente denominato in dollari USA e strategia currency overlay, con l’aggiunta di due fattori di rinforzo a questa strategia: il Carry e il Momentum.

 

Un’analisi dell’indice

Il J.P. Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Government Bond Index dà all’investitore il 100% di esposizione alle valute emergenti. Ma con una variazione sul tema: infatti mentre l’80% è un’esposizione classica al debito governativo emergente in divisa locale con una maturity superiore ai tre anni, al restante 20% si applica una strategia finalizzata appunto a migliorare il rendimento potenziale. Andiamo a spiegare meglio di che cosa si tratta.

In pratica, su questo 20% viene realizzata una strategia currency overlay, che in estrema sintesi consiste nel comprare (andare “long”) valute emergenti e nel vendere (andare “short”) dollari USA tramite contratti forward. A questo si aggiunge una strategia fattoriale, che combina, attribuendo a ciascuno lo stesso peso, i fattori Carry e Momentum: il primo va a preferire valute locali con rendimenti molto alti, il secondo individua e seleziona le valute che presentano la maggiore forza relativa rispetto al dollaro USA. I due fattori, quindi, vengono utilizzati per scegliere lo strumento valutario e non l’emissione obbligazionaria.

In termini di composizione, il risultato è il seguente.

 

 

Di seguito, la performance registrata tra il primo novembre 2007 e il 31 agosto 2018.

 

I due indici a confronto sulla performance dal 2007 ad oggi

 

L’indice è composto da 385 bond sovrani e quasi-sovrani di 53 Paesi Emergenti con taglio superiore ai 500 milioni di dollari USA. Può rivelarsi particolarmente indicato per chi vuole ottenere rendimenti obbligazionari più alti rispetto a quelli – finora abbastanza risicati – dell’area euro, stanti però la disponibilità ad assumersi un rischio più elevato e un orizzonte d’investimento di medio-lungo termine.

 

La gamma di UBS AM

Il nuovo ETF va ad aggiungersi alla gamma di UBS AM sull’obbligazionario dei Paesi Emergenti, di cui fanno parte l’UBS ETF Barclays USD Emerging Markets Sovereign UCITS ETF, che offre un’esposizione ampia e ben diversificata al debito sovrano e quasi-sovrano di 60 Paesi Emergenti, e l’UBS ETF J.P. Morgan USD EM Diversified Bond 1-5 UCITS ETF, che permette di investire su tutto l’universo obbligazionario dei Paesi Emergenti a breve scadenza, comprese le obbligazioni corporate. Tutti e due disponibili con e senza copertura dal rischio di cambio.


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1 – Cogliere le opportunità del credito emergente con gli ETF

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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 48 miliardi di Euro e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF (Fonte: ETFGI, 28 Settembre 2018) con 85 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 700 miliardi di euro (al 30.06.2018), di cui oltre 280 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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