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AO Tutor Focus | Il punto di novembre

asset allocation di novembre e modifiche ai portafogli AO

Ci avviamo verso la fine del 2017: un anno politicamente inteso ed economicamente positivo. L’Eurozona cresce, la Brexit si sblocca e la riforma fiscale di Trump è vicina.


Punti chiave

  • Il risveglio economico della zona Euro. I dati PMI (Purchasing Managers Index) del mese di ottobre sono stati all’altezza delle aspettative e anzi hanno battuto le stime del mercato. La fase positiva si sviluppa su diversi fronti: la Commissione Europea ha rivisto al rialzo le stime di crescita del PIL dell’Eurozona per il 2017 (2,2% su base annua) e la fiducia dei consumatori ha raggiunto i valori massimi dal 2000. Certo è che, nonostante il clima sia festoso, Mario Draghi ha continuato a porre l’attenzione sulla questione dei crediti deteriorati, invitando gli enti governativi e finanziari ad una maggiore collaborazione.
  • L’incertezza politica invece non diminuisce. Rimandata la questione catalana almeno fino alle prossime elezioni del 21 dicembre ed in attesa delle elezioni primaverili italiane, ora un focolaio di debolezza politica per l’Eurozona arriva “addirittura” dalla Germania. Infatti il Paese è da due mesi senza governo, dopo che si è arenata l’ipotesi della coalizione Jamaica di Angela Merkel con i Verdi e i Liberali; ora la coalizione più probabile è quella con l’SPD di Martin Schulz. Dal Regno Unito la Brexit si è finalmente sbloccata: trovato l’accordo da circa 55 miliardi di euro sulla Brexit Bill, il saldo che Londra dovrà versare nelle casse di Bruxelles.
  • 365 giorni di Donald Trump, tra crescita e riforma fiscale. Un anno dopo l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, la crescita economica prosegue con il PIL del terzo trimestre che si è portato al 3% annuo; bene anche gli indici azionari, trainati dalle ottime trimestrali dell’ultima earnings season dove il 74% delle società ha battuto le stime degli analisti. Unica fonte di incertezza rimane la riforma fiscale: se la Camera ha approvato testo e tempistiche del piano, il Senato vorrebbe ritardare al gennaio del 2019 l’effettiva approvazione della riforma.

Grafico del mese

La grande crisi del 2008 ha lasciato le sue cicatrici che difficilmente si rimargineranno. Ma il peggio è passato e dal 2017 in poi, i mercati possono fare affidamento su una crescita economica sincronizzata. Basterà questo per tenere a galla i mercati?

Commento generale

Nelle ultime settimane abbiamo raccolto un sacco d’informazioni utili per il 2018, in ordine:

  • La crescita mondiale non è scoppiettante ma la crisi è ufficialmente alle spalle. Due terzi della crescita mondiale sono nelle mani dei Paesi Emergenti, ma anche i Paesi Sviluppati non vanno poi così male: il ciclo americano potrà contare su una riforma fiscale più equilibrata del previsto, ma pur sempre uno stimolo alla crescita; la zona Euro non ha ancora smesso di accelerare e ci sono buone possibilità che continui su questo trend;
  • In questo contesto favorevole, le banche centrali hanno iniziato ad alzare i tassi (Canada, Regno Unito, USA e Messico) ma i mercati sono preparati, inoltre per tutto il 2018 possono continuare a fare affidamento sulla liquidità della BCE e del Giappone.
  • L’inflazione non cresce ma è contenuta quasi d’ovunque, e salvo un’impennata improvvisa della produttività o del prezzo del petrolio, la risalita verso i target delle banche centrali sarà graduale.
  • La Cina ha deciso di aprire il proprio mercati interno agli investitori stranieri e sta avviando una serie di riforme proprio per facilità l’accreditamento delle grandi banche d’affari. Il processo sarà graduale ma sui mercati possono piombare ingenti quote di risparmi.

Snapshot Mercati

A novembre le borse europee hanno perso terreno, anche se rimangono tra i mercati più in voga da inizio anno. Il momentum di mercato rimane favorevole ai Paesi Emergenti e alla tecnologia, settore su cui si poggia l’intera crescita del mercato azionario.

Per quanto la crescita degli utili sia abbastanza omogenea tra i settori, le performance di mercato sono molto concentrate, forse troppo, proprio nel settore tecnologico. Tuttavia, a livello globale le borse possono fare affidamento su due punti di forza: una solida crescita dei margini ed una bassa ma stabile inflazione.

Sul fronte obbligazionario, la curva dei tassi d’interesse è sempre più ripida nella zona Euro e sempre più piatta in paesi come USA, Canada e Regno Unito dove le banche centrali hanno iniziato ad alzare i tassi. Per alcuni osservatori l’appiattimento della curva è un segnale che gli USA sono prossimi ad una recessione: aspetto che a noi pare decisamente prematuro.

Al momento, il mercato non prezza alcun aumento d’inflazione nel breve periodo, perciò è abbastanza normale che in paesi dove i tassi di riferimento hanno iniziato a salire la curva si appiattisca. Se ipotizziamo che la zona euro segua più o meno lo stesso percorso degli Usa, non basta più essere corti di duration nell’investimento obbligazionario.

L’Euro ha recuperato terreo per il secondo mese consecutivo, mentre sul fronte materie prime l’accordo tra la Russia e l’OPEC sull’estensione dei tagli alla produzione dovrebbe mantenere il prezzo del petrolio intorno ai 60 dollari al barile.

Valutazione per asset class

Le valutazioni relative non sono cambiate: le commodities sono l’asset class con le migliori valutazioni seguite delle azioni, anche se complessivamente non particolarmente esaltanti. Le valutazioni complessive dei mercati obbligazionari sono le peggiori.

Sul fronte azionario le sacche di valore sono poche e sempre meno; in linea generale è il momentum che rende appetibile l’asset class. Gli Emergenti sono tra i pochi segmenti ad avere dei PE di G&D (Price/Earnings) sotto la media storica. Per quanto i mercati internazionali siano poco attraenti le valutazioni non sono ancora a rischio Bolla.

Sul fronte obbligazionario, i rendimenti reali sono molto vicini allo zero virgola, e l’unico segmento interessante è quello ad alto rendimento. Al momento, l’unica fonte di rendimento consiste nell’individuare la direzione dei tassi, un “gioco” complesso e rischioso in questo scenario.
L’Euro sale ma continua ad essere prevalentemente sottovalutato.

[accordion title=” Come si legge il grafico?”] Con l’analisi multicriteria sintetizziamo in un’unica matrice gli indicatori quantitativi che ci permettono di fare una prima scrematura sulle opportunità di mercato offerte dalle varie asset class: azioni, obbligazioni e materie prime. Ogni asset class viene analizzata in base a quattro criteri:

  1. rapporto prezzi/fondamentali (criteri Value);
  2. momentum a breve e medio termine;
  3. analisi del rischio sistemico;
  4. contesto economico.

In base al punteggio finale ricevuto, le asset class vengono classificate dalla più interessante alla meno interessante. L’analisi multicriteria è solo uno dei tanti strumenti di analisi che utilizziamo per leggere i mercati. Le scelte finali d’investimento vengono ponderate con l’analisi dello scenario di rischio prospettico e con un’overlay qualitativa (cioè ampie considerazioni non desumibili direttamente e semplicemente dai dati).
[/accordion]

I portafogli

Ci stiamo avvicinando a fine anno ed è quasi tempo di bilanci. Se da inizio anno le performance dei nostri portafogli hanno positivamente risentito della generalizzata crescita del mercato azionario, nell’ultimo mese la correzione registrata da alcuni settori (finanziario ed energetico in particolare) insieme ad una rinnovata debolezza del Dollaro USA (che ha perso circa l’1,8% contro l’Euro), ne hanno frenato la crescita.

Ancora positivo il contributo del settore tecnologico e dell’obbligazionario europeo legato all’inflazione il cui valore, seppur distante dal target ricercato dalla BCE, è stabilmente in territorio positivo: la diversificazione presente nei portafogli è stata efficace.

[accordion title=”Portafogli Obiettivo”]

Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.

[/accordion] [accordion title=”Portafogli Tematici”]

Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.


[/accordion] [accordion title=”Portafogli Tattici”]

Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.


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