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Il portafoglio del mese: come investire in tabacco, alcol, casinò e armi

Alla fine del XVIII secolo il filosofo Mandeville scriveva “La favola delle api. Vizi privati e pubbliche virtù”. Il portafoglio di questo mese dimostra che i vizi privati possono diventare anche delle idee di investimento.

Il suo autore è Mr Gibbs (chiedetegli pure il collegamento sul nostro social network), almeno questo è lo pseudonimo dietro al quale si cela… ma, chi sia davvero, ha davvero importanza? Secondo noi no: Mr Gibbs è un utente in carne e ossa che propone portafogli di investimento ben costruiti, sebbene talvolta discutibili per quanto riguarda il tema d’investimento.

Esemplare il portafoglio Vice, in netta antitesi rispetto agli investimenti etici o socialmente responsabili. Ci sembra comunque interessante parlarne e, per farlo, ci siamo rivolti direttamente al suo autore: Mr Gibbs. E chi poteva intervistarlo, se non Jack Sparrow?

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Jack Sparrow: Mr Gibbs, come ti è venuto in mente di fare un portafoglio “de noialtri” basato sui “vizi”?

Capitano, tutti noi vogliamo aumentare le nostre ricchezze con azioni piratesche. Per restare fedele al mio nickname piratesco, quali settori potevano soddisfarmi se non quelli che il senso comune giudica “vizi”?

JS: Dicci come hai costruito il portafoglio? Confessa, hai copiato dal famoso Vice Fund americano?

Se qualcuno fa una cosa e la fa bene, ha senso prenderne spunto, e i signori del Vice Fund hanno fatto scuola, oltre che buoni risultati. Ho cercato di concentrare il portafoglio in 3-4 aziende per tema (Tabacco, Alcol, Casinò, Armi), più un paio di viziose e consumistiche scelte occidentali.

JS: È vero che i fondi NON etici rendono più degli altri, avendo le società coinvolte margini più elevati?

Se guardiamo al lungo periodo, il fondo Vice, tanto per fare un esempio, è andato meglio dell’indice MSCI World SRI, ma non ci sono differenze enormi. Se guardiamo invece ai singoli titoli, allora è possibile scovare grandi margini di guadagno rispetto ai titoli etici.

JS: Ma allora, caro Gibbs, il portafoglio Vice sarà in balia del mercato se dovesse esserci un nuovo forte ribasso?

Vedi, caro Jack, il portafoglio investe in modo equilibrato tra settori difensivi a basso beta (tabacco e alcol) e settori aggressivi ad alto beta (casinò e armi). In  periodi di ribasso, aumenterò la quota di consumer staples, che dovrebbero andare meglio dei casinò quando il mare è in burrasca, in modo da riuscire a mantenere la rotta.

JS: Cosa ne pensi dei fondi etici?

Ottimo marketing!

JS: Una provocazione: la maggiore trasparenza e disponibilità d’informazioni richiesta ai fondi etici non è una garanzia per l’investitore? Voglio dire, essendo “etici” mettono il risparmiatore al riparo dalle insidie che potrebbero nascondere le imprese dei settori “viziosi” (pensa ad “Armi”)?

Io quando ho in mente “Armi” penso a “Difesa”. Prendete per esempio EADS, ora Airbus, o Lockheed Martin (se cliccate e accedete al sito, vedrete le loro performance nel tempo): queste aziende contribuiscono a rendere sicuri gli Stati. Cosa vuol dire per un’azienda essere etica? Deve rispettare degli standard, nella fattispecie otto requisiti collegati ai principali diritti umani, e un requisito relativo al sistema di gestione della responsabilità sociale in azienda:

  • escludere il lavoro minorile e il lavoro forzato;
  • il riconoscimento di orari di lavoro non contrari alla legge;
  • corrispondere una retribuzione dignitosa per il lavoratore;
  • garantire la libertà di associazionismo sindacale;
  • garantire il diritto dei lavoratori di essere tutelati dalla contrattazione collettiva;
  • garantire la sicurezza sul luogo di lavoro;
  • garantire la salubrità del luogo di lavoro;
  • impedire qualsiasi discriminazione basata su sesso, razza, orientamento politico, sessuale, religioso.

Quindi un’azienda che non discrimina i dipendenti, li fa aggregare coi sindacati non fa lavorare minorenni, non li schiavizza, ha un’ottima politica di sicurezza sul lavoro ecc, può essere etica pur producendo missili!

JS: Uhm… sono sicuro che qualcuno dissentirà, ma andiamo avanti. I costi sono la componente certa e importantissima di un investimento (ne abbiamo parlato spesso nei nostri post di #ABCfinanza). Orbene, mi dicono che, secondo alcuni studi, quanto più un fondo rispetta i parametri etici, tanto più i costi sono contenuti. Cosa ne pensi?  

Non è mica così netta la cosa: ci sono articoli che dimostrano che non esiste evidenza empirica che i fondi etici ottenganoalfa”, cioè extra-performance, migliore rispetto ai fondi tradizionali.

L’unica evidenza empirica chiara è che essi proteggono l’investitore nei periodi di discesa dei mercati  (vedi questo studio e quest’altro). Bisogna guardare al costo in ogni modo: se qualche gestore famelico ci vuole derubare dei nostri risparmi, allora andiamo altrove e confrontiamo più gestori non solo sulle performance passate, che possono non ripetersi, ma sui costi. Quelli si ripetono sicuro.

JS: Tu naturalmente consigli a tutti questo portafoglio? Anche alla tua bisnonna, vero?

Se vogliamo continuare nella metafora piratesca, il portafoglio Vice è adatto agli investitori che sono capaci di sopportare “mare in burrasca” e “giorni di cammino sotto il sole”. Non è un portafoglio per vecchi.


PS: Mr Gibbs, non pago del portafoglio “Vice”, ha creato e condiviso anche portafogli su temi secondari:

E molti altri, molto più etici: non vi resta che andare su www.adviseonly.com e seguire questo utente dalle idee originali!

Scritto da

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Ultimi commenti
  • Mr Gibbs…e’ vero pero’ che molte delle attività piu’ “viziose” hanno alti margini proprio per il fatto che si crea una sorta di dipendenza…vedi ludopatia, tabagismo, alcolismo etc. In qualche modo e’ possibile trasferire questa immensa forza sul prezzo sui rendimenti dei titoli?

    • Certo marinaio,
      il costante flusso di cassa che queste aziende generano le rende forti e capaci di sopportare i ribassi!

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