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Russia a rischio default? E quali sono i rischi per i mercati finanziari?

Le vicende russe delle ultime settimane mi hanno dato modo di apprezzare appieno le parole di Ian Bremmer sull’importanza del rischio politico legato ai Paesi Emergenti:

“I mercati Emergenti possono essere definiti come quei mercati in cui la politica conta almeno quanto l’economia[1]

Nel caso della Russia, non c’è niente di più vero. Dopo aver fatto il punto sulla situazione della Russia, esaminiamo i rischi per i mercati finanziari e cosa fare se si hanno azioni russe in portafoglio.

Cosa sta succedendo in Russia?

Negli ultimi anni la crescita economica del paese ha risentito del calo sensibile degli investimenti. Inoltre il costante aumento dell’inflazione (ben al di sopra del 4,5% desiderato dalla Banca centrale) e l’isolamento politico della Russia dopo la crisi in Ucraina e l’annessione della Crimea, hanno aggravato una stabilità economica già fragile da tempo.

Ad oggi, agli occhi della comunità finanziaria, la Russia è destinata alla recessione che, tra la morsa del calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento della valuta, può ulteriormente peggiorare.

previsioni_Pil_Russia

La Banca centrale russa tenta di calmare i mercati provando a difendere il tasso di cambio ma, alzando i tassi d’interesse, corre il rischio di peggiorare una congiuntura economica già in difficoltà. Inoltre, come suggerisce la teoria economica[2], fino a quando la politica non farà la sua parte aggredendo le debolezze strutturali del Paese e riacquistando la fiducia degli investitori, gli sforzi della Banca centrale potrebbero non essere sufficienti a far ripartire l’economia.

Quali sono i rischi più rilevanti per i mercati finanziari?

Nelle ultime settimane il rischio default del debito pubblico è decisamente aumentato. Eppure, se diamo per ragionevoli i dati raccolti dal Fondo Monetario Internazionale[3], il rischio più grande non sembra provenire dalla sostenibilità del debito pubblico o del sistema bancario, bensì dai bilanci delle società. Infatti, è il settore privato che ha subito i maggiori deflussi di capitale: le aziende hanno limitato accesso ai mercati dei capitali e un forte indebitamento in valuta estera.

Se le condizioni dei mercati peggiorassero si farebbe concreto il rischio di default del debito pubblico, e non si potrebbe escludere una crisi bancaria. Il problema principale della Russia, però, resta la carenza d’investimenti e il fatto che i 2/3 dell’export e 1/3 del budget fiscale dipendono da società legate al settore dell’energia: occorre una risposta strutturale che solo la politica può offrire.

Cosa fare dunque con il mercato azionario russo?

A gennaio ero convinto che l’impasse politica tra la Russia e l’Occidente si sarebbe risolta in modo meno traumatico. Inoltre, il rapporto rischio/rendimento sembrava accettabile. Evidentemente ho sottovalutato quanto il rischio politico potesse influenzare le dinamiche di mercato di un Paese Emergente.

Da settembre 2014 il momentum legato ai Paesi Emergenti è decisamente peggiorato e, nelle attuali condizioni di mercato, è arrivato il tempo di rivedere alcune scelte effettuate sul portafoglio AdviseOnly MercatiEmergenti e sull’azionario russo.

Riassunto delle valutazioni (z-score)

valutazioni_mercati_con_z-scoreLe metriche di valutazione considerate sono le seguenti: P/Book; P/E Graham&Dodd e Dividend Yield. L’ultimo dato viene confrontato con la media storica (tipicamente 15 anni). Il momentum è stato calcolato prendendo in considerazione la performance del titolo a 3 e 12 mesi. Alla fine è stato calcolato uno z-score, che riassume il giudizio complessivo sul mercato di riferimento pesando al 65% la componente value e al 35% quella momentum.

Da fine gennaio 2014 al momento in cui scrivo, il portafoglio ha una performance discreta (+5,7% contro il -1,7% dell’indice MSCI EM o +3,28% di un ETF Mercati Emergenti), grazie al sorprendente rimbalzo del mercato cinese.

Nonostante le condizioni di mercato dei Paesi Emergenti siano fragili e peggiorate, trovo che – con le attuali valutazioni – ci siano ancora delle interessanti opportunità d’investimento in quest’area. Rispettando sempre il nostro mantra: cautela e diversificazione.

Vieni a scoprire i cambiamenti del portafoglio MercatiEmergenti!

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Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

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