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HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAIl grafico della settimana: quale Paese offre i titoli di Stato più convenienti in termini reali?

Il grafico della settimana: quale Paese offre i titoli di Stato più convenienti in termini reali?

Se investo in un’obbligazione a scadenza quanto realmente mi verrà corrisposto? E quanto inciderà l’inflazione?

Se sei un investitore e ti poni queste domande, sappi che la risposta esiste e può essere determinante nella scelta dell’obbligazione e del Paese di riferimento più adatto a te. Prendiamo ad esempio un’obbligazione a 2 anni (se il tema vi appassiona, ne abbiamo parlato nel post “Investire e difendersi dall’inflazione si può. Ecco come“).

Il grafico che vi proponiamo questa settimana mostra il differenziale tra il tasso governativo ed il tasso di inflazione per alcuni dei Paesi sviluppati. Sarebbe più corretto utilizzare un tasso di inflazione atteso ma, per cercare di ampliare la gamma di nazioni prese in considerazione, abbiamo preferito utilizzare l’ultimo dato disponibile per l’inflazione osservata: l’assunzione è forte, non è detto che l’inflazione nei prossimi 2 anni sarà pari a quella che osserviamo oggi, ma è comunque utile per avere un’idea del panorama dell’obbligazionario.

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tassi reali titoli di stato

Anche se l’inflazione non è per il momento un problema, almeno in Occidente, il suo impatto su un investimento obbligazionario è di un certo rilievo: si nota, infatti, che nella maggioranza dei casi è in grado di erodere il tasso nominale che riceviamo da un titolo.

Come si evince dal grafico, non sono molti i Paesi che riescono ad offrire un rendimento sufficiente a mantenere il valore dell’investimento nel tempo, senza perdite di valore a causa dell’inflazione.

C’è da specificare che, un tasso reale negativo pur essendo poco conveniente per l’investitore, almeno in determinate condizioni,  è un’ottima notizia per il Paese che emette debito, poichè si può tradurre in una bassa spesa nominale per il pagamento degli interessi.

Concentriamoci dunque sui tassi reali negativi e, senza alcuna sopresa, scorgiamo Paesi come la Finlandia e la Danimarca: la prima per gli ottimi fondamentali e la seconda per lo status di Paese UE non appartente all’Eurozona. I due Paesi scandinavi hanno, quindi, rendimenti assai più bassi del tasso di inflazione. Altra annotazione è la Gran Bretagna: emerge in modo lapalissiano come la possibilità di stampare moneta (avere cioè un prestatore di ultima istanza) abbia per un Paese un effetto assai positivo nell’abbassare il costo del debito nominale di un Paese. Infine ci sono i “big”: Germania e Stati Uniti che beneficiano, anche su scadenze biennali, di flussi derivanti dall’avversione al rischio: l’atteggiamento degli investitori di scegliere Paesi considerati “casseforti”, dei paradisi sicuri, al riparo dall’incertezza che si abbatte sui Paesi meno solidi.

Se sei un investitore “cassettista” (compri titoli con la prospettiva di tenerli fino a scadenza) e ti risulta difficile scegliere lo strumento (o, meglio, gli strumenti del tuo portafoglio) per rischio e rendimento, allora ti suggeriamo di prestare molta attenzione ai tassi reali, in quanto rappresentano rendimenti in termini di beni e servizi acquistabili.

Se ti resta qualche dubbio, o non sai da dove cominciare, c’è sempre la consulenza finanziaria personalizzata di Advise Only.

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