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Monti vs Merkel al summit di Bruxelles: “eppur si muove”

Ieri è stata una giornata particolare per il nostro Paese. Tutti i giornali hanno proposto la metafora delle due sfide Italia-Germania. La prima, quella di Varsavia, è stata di gran lunga la migliore, con una netta e divertente vittoria italiana, trascinata da Mario Balotelli. L’altra, quella di Bruxelles, era molto più difficile e la tattica dell’altro Mario, il premier, non ha ancora portato risultati evidenti.

I giornali e i commentatori avevano definito il summit l’ennesimo “decisivo” e – ahinoi – inutile incontro tra leader europei, tanto che il commento più efficace è stato:

“la parte più importante dell’accordo non è l’accordo in sé, ma che c’è stato un accordo”

Forse i mercati non si abitueranno mai ai “piccoli passi” dell’Europa però, bisogna ammettere, qualcosa si muove. Ecco un breve riassunto delle decisioni prese a Bruxelles (verranno implementate dall’Eurogruppo il 9 luglio):

  • Banche: sorveglianza unica a livello europeo da parte di un sistema con a capo la Banca Centrale Europea. Il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) potrà ricapitalizzare direttamente le Banche (per ora quelle spagnole e irlandesi) senza che ciò abbia impatto sui bilanci dei singoli Stati (nell’esempio della Spagna, dunque, non sarà Madrid a sopportare tutti i rischi della ricapitalizzazione del malconcio sistema bancario spagnolo).
  • Spagna: il prestito al Paese iberico non sarà privilegiato rispetto agli altri creditori. La ricapitalizzazione delle banche spagnole avverrà via Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), che presterà allo Stato spagnolo. Tale prestito sarà poi trasferito all’ESM (meccanismo permanente salva-Stati) senza che quest’ultimo diventi un creditore privilegiato.
  • Garanzie: EFSF e ESM potranno acquistare obbligazioni (nulla di nuovo) e non è emerso altro, per ora, circa la possibilità che la Banca Centrale Europea (BCE) finanzi l’ESM, ma fungerà da agente per le operazioni sui mercati. Tali interventi saranno “condizionali”, ossia il Paese dovrà rispettare le raccomandazioni della Commissione Europea e di un Memorandum di intenti (Patto di stabilità e crescita). Pare ci sia stato un accordo per predisporre un meccanismo di intervento che abbia il fine di attenuare le tensioni sui titoli di Stato per quei Paesi che non necessitano di un piano di aiuti globale (ovvero quello concesso a Grecia, Portogallo ed Irlanda). Si tratta del famoso scudo antispread del Premier Monti. Quindi EFSF e ESM verranno usati in modo flessibile al fine di stabilizzare i mercati.
  • Crescita: approvato un piano da €130 miliardi a favore della crescita che include anche una ricapitalizzazione della European Investment Bank pari a €10 miliardi (aumentandone le disponibilità di circa €50 miliardi).

Nel complesso un vertice che fa dei passi avanti, anche se ancora molti punti sono oscuri. Soprattutto alleggerisce un po’ il peso sulla Spagna, il fattore che più gravava anche sul mercato italiano visto che la minaccia più grave era il contagio.

Volete leggere nello specifico tutte le decision? Cliccate qui per lo statement ufficiale.

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