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Il Governo Renzi approva la nota di aggiornamento del DEF: ecco cosa prevede e le reazioni della rete

Dopo settimane passate ad annunciare tagli di tasse e spending review, il Governo Renzi ha diffuso la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2014.

Chiariamolo subito: il DEF non è il testo definitivo della “Legge di Stabilità 2015”, bensì il documento che racchiude le previsioni aggiornate sui saldi di finanza pubblica dell’Italia, tenuto conto nel nuovo scenario macroeconomico e dei vincoli imposti dell’Unione europea.

Diamo uno sguardo ai suoi contenuti e alle reazioni a caldo su Twitter.

padoan renzi aggiornamento def 2014

Le previsioni economiche del Def 2014

Quattro le principali novità emerse.

  1. Peggiorano le previsioni relative al PIL  – le attese del Governo sono per un PIL in contrazione dello 0,4% nel 2014 e per una crescita modesta, pari allo +0,6% nel 2015. Le stime rimangono comunque superiori alle previsioni dell’OCSE.
  2. Il pareggio strutturale di bilancio è stato spostato al 2017 e non più al 2016.
  3. Nel 2015 l’indebitamento netto sale al 2,9% del PIL (era il 2,2% nella stima precedente).
  4. Il rapporto tra debito pubblico e PIL dovrebbe toccare il 133,4% nel 2015 per poi tornare a scendere dal 2016.

Emerge chiaramente come, con un quadro economico che continua a deteriorarsi, il Governo Renzi con la Legge di Stabilità attuerà riduzioni di spesa per solo 5 miliardi. Ciò implica che resta da capire come finanziare i 20 miliardi di tagli alla spesa pubblica annunciati soltanto qualche settimana fa, delineando un piano per rilanciare l’Italia entro il 15 ottobre, data in cui bisogna presentare a Bruxelles la proposta.

La manovra inoltre prevede questa clausola di salvaguardia, riportata a p. 86 del testo del DEF:

In particolare nella legge di stabilità 2015 è ipotizzabile una clausola sulle aliquote Iva e sulle altre imposte indirette per garantire il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine per un ammontare di 12,4 miliardi nel 2016, 17,8 miliardi nel 2017, e 21,4 miliardi nel 2018.

Tradotto al popolo: se non sarà raggiunto il pareggio di bilancio entro il 2016, scatterà un aumento automatico dell’Iva e delle altre imposte indirette dell’ordine di circa 50 miliardi di euro.

La revisione al ribasso delle previsioni di crescita (l’ennesima) e, più in generale, il quadro economico che ne risulta, costituiscono il terreno sul quale si gioca la politica fiscale e di bilancio del Governo Renzi. Ormai manca poco alla presentazione della Legge di Stabilità 2015 e sono davvero molti gli interrogativi. Soprattutto quelli legati all’entità dei tagli di spesa e alle tasse. Nel frattempo, la rete non ha mancato di commentare vivacemente questo aggiornamento del DEF 2014.

Le reazioni su Twitter

C’è chi la prende con ironia:

Altri denunciano la “scomparsa” della spending review.

 

C’è chi paventa il rischio di un imminente aumento delle tasse.

 

Ma il provvedimento più contestato è senz’altro la clausola di salvaguardia che potrebbe far scattare un nuovo aumento delle tasse.

 

Infine, c’è chi sottolinea che Renzi ha fatto i conti senza l’oste: l’UE.

 

E voi cosa ne pensate?

Diteci la vostra!

 

 

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