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Ombre cinesi e quello spettro di nome recessione

La Cina sta veramente entrando in recessione?

La Cina è talmente grande ed integrata con il resto del mondo che man mano che i dati peggioravano, tra gli investitori saliva l’ansia da recessione, specialmente sul fronte Europeo. A gettare acqua sul fuoco, ci ha pensato pochi giorni fa il Fondo Monetario Internazionale: secondo il suo ultimo bollettino la crescita cinese nel biennio 2019-2020 dovrebbe stabilizzarsi intorno alla soglia del +6,2%, pareggiando il target di crescita del governo e la media degli economisti di mercato (almeno per quanto riguarda il 2019).

 

PIL Cina | amCharts

 

Il 2018 è stato un anno complicato per il dragone asiatico. Per arginare il rischio finanziario dopo anni di credito facile, le autorità cinesi hanno deciso di inasprire la regolamentazione per arginare il fenomeno dello Shadow Banking1; nello stesso periodo la battaglia commerciale con gli Usa è entrata nel vivo. Coincidenza o no, nel giro di pochi mesi lo stock di credito offerto dal canale ombra ha subito un drastico calo e i dati sui consumi interni hanno iniziato a seguire quelli della produzione. Uno su tutti la vendita annuale di automobili ha continuato ad arretrare per otto mesi di fila.

 

domanda interna | amCharts

 

Per ridare fiato all’economia reale attraverso il canale bancario tradizionale, la Banca Centrale ha ampliato la gamma di strumenti di politica monetaria annunciando un piano di finanziamento a medio termine (Targeted medium-term landing facility) destinato alle grandi banche. Stando ai dati ufficiali, la prima tranche di aiuti ha garantito alle banche fondi per 257,5 miliardi di Yuan (circa 33,4 miliardi di euro). Ma non è finita qua, il recente taglio di 100 punti base sulle riserve obbligatorie dovrebbe apportare al sistema bancario altri 750 miliardi di yuan (circa 90 miliardi di euro) di fondi aggiuntivi dal 25 gennaio. Questi ingenti flussi di credito dovrebbero essere un sostegno alla crescita per i mesi a venire.

 

Banca centrale | amCharts

 

A breve termine la minaccia più grande per la crescita cinese rimane l’incertezza legata alla Guerra Commerciale con gli Stati Uniti. A medio termine, il principale fattore d’incertezza è la gestione dell’indebitamento privato, che a detta di molti è (ormai da anni) una bomba pronta ad esplodere. Per il momento, la Borsa si gode la tregua con gli Usa e l’alleggerimento monetario della Banca Centrale.

 

azioni cina | amCharts

 



1 – Il sistema bancario ombra, fonte: Consob

Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

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