a
a
HomeECONOMIA E MERCATIECONOMIA, POLITICA E SOCIETA'Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi: l’impatto sui mercati

Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi: l’impatto sui mercati

Avevo appena finito di scrivere un post  nel quale spiegavo che il rischio di contagio era sceso e la febbre del rischio sistemico era in calo, che ecco sbucare dal nulla una bella crisi di Governo. Ne sentivamo tutti la mancanza, credo.

Con questa crisi di Governo il Paese mette ancora una volta alla prova la sua resistenza finanziaria: è come se un soggetto dalla salute malconcia decidesse di uscire sul terrazzo e farsi una passeggiatina a torso nudo… difficilmente l’impatto sarà positivo.

spread dopo dimissioni di Monti

Una cosa è certa: nel mondo non scarseggiano i dati finanziari. Questi consentono di misurare, con una certa precisione, l’effetto della ridiscesa in campo di Berlusconi e delle dimissioni di Monti sui mercati finanziari:

Variabile finanziaria Variazione da giovedì 5/12 a lunedì 10/12
Spread BTP-Bund + 50 punti base
CDS (misura del rischio di default) + 55 punti base
Rendimento BTP 10 anni +41 punti base
FTSE MIB (Borsa italiana) – 5,0%

Variazione tra prezzi di chiusura di giovedì 5/12 e valori rilevati alle 11:30 di lunedì 10/12; dati di fonte Bloomberg, elaborazioni Advise Only.

L’impatto negativo c’è. E la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, inutile raccontarsi storie.

Qualche lettore potrà dire: ma perché dobbiamo guardare allo spread e ai mercati finanziari in generale? La risposta è semplice: perché l’Italia si è indebitata nel corso della sua storia e, quando si chiedono dei soldi in prestito, poi i creditori possono dire la loro. Inoltre le imprese che si quotano su Borsa Italiana hanno scelto di reperire capitali sui mercati, rimettendosi al loro giudizio.

Lo spread (che potete tenere sott’occhio quotidianamente sul sito Advise Only), in particolare, essendo costituito dalla differenza tra il rendimento di un titolo di Stato italiano e uno tedesco, include la componente che fissa l’assicella per costo dell’indebitamento per lo Stato. Da questa settimana a febbraio, l’Italia deve collocare 52 miliardi di euro di BTP e CTZ, oltre a 89 miliardi di BOT…

Il tasso d’interesse al quale s’indebita il Tesoro ha poi un impatto sul costo dei finanziamenti a imprese e famiglie, che generalmente si finanziano a tassi superiori, avendo merito creditizio peggiore dello Stato. Imprese che fanno fatica a finanziarsi investono meno, con impatto negativo sull’occupazione e quindi sui consumi e sull’economia in generale.

Non dimentichiamo poi che lo spread è un importante indicatore di fiducia nel Paese, che ha anche un impatto mediatico e psicologico su risparmiatori, consumatori e investitori esteri.

Guardate l’infografica: “Cosa succede se scende lo spread?”

Insomma, per un Paese con molto debito e con imprese che operano sui mercati finanziari, lo spread è rilevante eccome.

Guardando avanti, la prematura fine del Governo Monti nel breve termine fa salire l’incertezza politica; ciò ha un impatto su quella finanziaria (come abbiamo appena visto dai dati) ed economica. I provvedimenti più pesanti presi dal Governo Monti, quelli relativi al pareggio di bilancio e quindi all’austerità, sono cosa fatta. Giova ricordare che queste misure d’austerità derivavano da impegni assunti da Berlusconi e Tremonti in sede UE, impegni che hanno vincolato il Governo Monti.

Altri provvedimenti rimarranno invece sospesi nel nulla, in primis le leggi che dovrebbero promuovere la crescita economica.

Nuove elezioni, naturalmente con la vecchia legge elettorale, saranno indette entro 70 giorni dallo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. Il quadro complessivo forse non cambierà molto, anche se la campagna elettorale potrebbe essere vivace. In particolare saranno da osservare le mosse di Monti, che gode ancora di discreta popolarità nonostante le molte critiche al suo operato e al suo staff, e quelle di Berlusconi, che potrebbe puntare tutto su popolari tagli alle tasse.

L’Italia è un tassello importantissimo dell’Unione Europea e la crisi dell’Eurozona (insieme al Fiscal Cliff negli USA) domina la scena dei mercati finanziari: non stupitevi se vi saranno turbolenze e volatilità. Va anche detto che chi ha una certa propensione al rischio, se crede che il quadro complessivo non varierà più di tanto (questa è la mia personalissima convinzione), in questo periodo potrà fare acquisti interessanti.

Riguardate i portafogli sulla crisi Europea che proponiamo sul nostro sito. Quale considerate più “vostro”: Come investire in tempo di crisi? Advise Only vi propone 3 portafogli anti-crisi.

Scritto da

Uno dei fondatori di AdviseOnly, responsabile del Financial & Data Analysis Group. Esperto di finanza e gestione dei rischi, statistico Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra le altre: Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su investimenti e gestione dei rischi. Ex-triathleta, s'ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning.

Ultimi commenti
  • Analisi lucidissima e obiettiva. Come sempre.

    Penso all’IMU che pagano in tanti, e al bollo sui depositi titoli e conti deposito, ennesimi sacrifici fatti dagli Italiani e gettati al vento per i capricci di Berlusconi. Se gli spread torneranno a salire, quelle nuove entrate serviranno solo a pagare rate di interessi più alte per BOT e BTP.

  • forse oggi, dopo alcuni giorni, non sarebbe il caso di rivedere questi giudizi frutto di un atteggiamento da gauche caviar? Che la finanza internazionale stia con Monti è fuori discussione ma lo spread adesso è nuovamente intorno a 300….

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.