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HomeECONOMIA E MERCATIECONOMIA, POLITICA E SOCIETA'Corea del Nord prossimo “cigno nero”? Forse no… (+ SONDAGGIO)

Corea del Nord prossimo “cigno nero”? Forse no… (+ SONDAGGIO)

Tutti parlano di lui: il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, figlio di Kim Jong-il e nipote del fondatore del “rogue state” asiatico, il famigerato Kim Il-sung (famigerato perché, giova ricordarlo, come il nipote ed il figlio, è stato un dittatore).

Perché occuparci, seppur brevemente, di un dittatore, figlio e nipote di dittatori? Qual è il suo peso economico? Ci interessa per questo?

No, chiaramente. KJU (per comodità lo chiameremo così), non è importante per la più che asfittica economia nord-coreana (ennesimo esempio, casomai ce ne fosse bisogno, di come le economia comuniste di stampo sovietico NON funzionino) ma perché il “bimbo” ha la Bomba.

Kim-Jong-un

Quella con la B maiuscola, tanto cara al Kubrick de “Il Dottor Stranamore”, memorabilmente interpretato da Peter Sellers. Quella che potrebbe scoppiare e che, se lo facesse, Lehman Brothers e la crisi finanziaria/economica di questi anni sarebbe paragonabile ad una barzelletta da bar.

Come è notorio, noi siamo degli inguaribili ottimisti; ma siamo anche persone concrete, che non amano nascondersi dietro al filo d’erba.

Quindi dobbiamo tenere in considerazione il pericolo che uno come KJU rappresenta. Bisogna dire che dal 1948, anno dell’ascesa al potere di suo nonno, la Storia è piena di false minacce nordcoreane, ma è reale l’uso politico (e, di conseguenza, anche economico) che il giovane, inesperto e relativamente sconosciuto leader asiatico intende fare della “force de frappe” rappresentata dalle tre (3) atomiche che si pensa la Corea del Nord possegga.

Questo ci porta velocemente alla domanda iniziale: può la Corea del nord, con queste minacce, rappresentare un Cigno Nero, un evento inaspettato e catastrofico (tipo Fukushima), che possa dare il via ad un fuggi-fuggi dai mercati ed a vendite generalizzate e senza alcun senso, generate dalla paura?

La risposta è NO… ma è ben comprendere due cose:

  1. i mercati sono saliti tantissimo, costantemente, a piccoli passi, e contro le “gufate” di tutto e tutti;
  2. è pertanto fisiologico che ci sia un rallentamento, ed uno scaricarsi di posizioni, anche per guadagnare davvero qualcosa (finché si resta con gli investimenti in atto il guadagno è solo fittizio, diventa reale solo vendendo e incamerando il rendimento).

Niente paure eccessive quindi, se e quando la Corea diventasse, nelle manovre studiate a tavolino e ben pianificate dai media internazionali, il principale argomento di conversazione e, quindi, di paura (si sa, la paura fa più share e vende più giornali).

Bisogna considerare poi che KJU è sconosciuto ai più e probabilmente non detiene alcun potere (analisti USA sono pronti a giurare che è un pupazzo in mano all’esercito, come sarebbe anche logico vista l’età e la totale inesperienza politico/militare/economica). Altri fattori da tenere in considerazione sono la terribile, drammatica situazione economica della nazione e l’appoggio molto molle di Pechino all’alleato. Che Pyongyang sia un cane che abbia ma non morde?

Nessuno lo sa con certezza ma è chiaro che se KJU (o l’esercito) fosse/fossero così idioti da lanciare la Bomba, beh sarebbe l’ultima cosa che farebbero loro e molti, molti milioni di nordcoreani.

Nessuno, soprattutto loro, vogliono questo.

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Scritto da

Alessandro Ruocco è un Consulente d'Investimento Indipendente. Diplomato in Lingue Straniere e laureato in Scienze Biologiche con specializzazione in Etologia, dopo la laurea ha deciso di fare della passione per la Borsa ed i mercati il suo lavoro, ottenendo nel 2000 un Master di Consulenza. In ambito finanziario/economico è specializzato in asset management azionario e con ETF, preferibilmente sui mercati esteri. Tratta e guarda con diffidenza valute e commodities, lascia ad altri obbligazioni e bond vari, non tratta, e mai tratterà, strumenti derivati di nessun tipo. Come Consulente Indipendente non ha conflitto d'interesse con i clienti, in quanto non tratta direttamente i loro soldi. Ottimista per definizione, sopporta poco e male l'eccessivo pessimismo che i media compiacenti stanno diffondendo a piene mani sui mercati. È fortemente convinto che il mondo si salverà, nonostante esistano individui come ZeroHedge e Roubini.

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