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Le banche italiane soffrono, ma non date la colpa alla Brexit

Le banche italiane sono sotto pressione e i motivi sono sempre gli stessi. I problemi strutturali del settore sono noti da tempo e richiedono una strategia di lungo termine, che ancora non c’è

Tira una brutta aria per le banche italiane

Ma non è certo colpa della Brexit: i problemi strutturali delle banche italiane sono noti da tempo, e richiedono una strategia di lungo termine, che ancora non c’è.

La reazione delle Borse in questi giorni sembra preludere a una bocciatura agli stress test della BCE di fine luglio per qualche banca italiana. I sospetti si addensano sulla solita MPS, alla quale è stato chiesto di accelerare lo smaltimento dei crediti deteriorati di circa il doppio di quanto previsto dal piano industriale.

Stando alle news, Monte dei Paschi di Siena sembra aver bisogno di una nuova iniezione di capitale, ma allo stato attuale non pare ci siano investitori pronti ad assumersi l’onere. Ed è per questo che il Governo, nei limiti della direttiva europea sulla risoluzione del sistema bancario (BRRD), sta cercando di correre ai ripari con un nuovo scudo a salvaguardia del sistema bancario. Uno scudo che consenta ad un organo semi privato, come Cassa Depositi e Prestiti, di intervenire tramite il Fondo Atlante in caso di bisogno.


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Ma non è l’unica via

È probabile che venga chiesto alle banche di accelerare con la vendita di attività non strategiche, di ridimensionare le distribuzioni di dividendi oppure di convertire in capitale alcune obbligazioni subordinate. Perciò attenzione, perché in questa fase non si può escludere che venga chiesto a qualche categoria di obbligazionisti di assumersi qualche perdita, in linea con le norme sul bail-in delle banche.

Poteva andare peggio

Per come hanno reagito le Borse alla Brexit, poteva andare molto peggio. Fino a quando gli spread sui titoli di Stato rimarranno sotto controllo, il rischio sistemico dovrebbe restare basso. Come diciamo da tempo, i problemi strutturali del sistema bancario italiano richiedono qualcosa in più rispetto alle misure approvate dal Governo nell’ultimo anno, specialmente nell’attuale contesto di bassi tassi d’interesse e incertezza congiunturale.

Ed è per questo che siamo rimasti alla larga da questo settore, nonostante le valutazioni possano sembrare a prima vista attraenti.

Scritto da

Segue tematiche economiche e finanziarie per il team financial strategies group di Advise Only. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Management all’Università di Torino e all’ESCP Europe, ha deciso di proseguire i suoi studi con un master in Economia Internazionale a Paris Dauphine. Dopo 4 anni di vita parigina ed esperienze lavorative come economista e strategist, sbarca in Advise Only con l’obiettivo di sviluppare la parte di analisi economica e congiunturale.

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