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L’anello di fuoco dei paesi: per una volta l’Italia è tra i virtuosi

È con estremo piacere che vi comunichiamo che, per una volta, l’Italia è nella cerchia dei virtuosi e non tra i dannati.

Lo dice questo grafico, che abbiamo realizzato utilizzando i dati pubblicati ieri dal Fondo Monetario Internazionale. Da questa analisi, pare proprio che la situazione dell’Italia sia maggiormente assimilabile a quella di paesi “core”, come la Germania, piuttosto che ai PIGS. Il fatto è ancora più notevole se si guardano le grandezze utilizzate: non si tratta del flusso di turisti, della cucina o della bellezza delle ragazze, ma di grandezze che misurano i conti pubblici, il nostro eterno punto debole.

Grafico che analizza i paesi per deficit pubblico e deficit strutturale Cerchiamo di capire il grafico: per ogni paese vengono considerate, relativamente al 2013, due grandezze:

  1. Il rapporto tra deficit e Pil
  2. Il rapporto tra deficit strutturale e Pil potenziale.

Sono, in sostanza, due modi di analizzare come stanno i conti dello Stato. Al deficit pubblico giornali e tv ci hanno abituati, si tratta del saldo di bilancio del paese. Un po’ meno usuale è invece il disavanzo (o avanzo) strutturale: si tratta del saldo di bilancio (entrate e uscite) depurato dal ciclo economico, che un paese presenta in modo strutturale senza considerare gli effetti della crescita. È il deficit che esiste comunque, anche se l’economia del paese funziona utilizzando al meglio (potenziale) i fattori produttivi (capitale e forza lavoro).

La buona notizia è che il deficit strutturale per l’Italia è un surplus (anche nel 2012), questo vuol dire che al potenziale lo Stato italiano non è così malmesso. Allora viene da chiedersi: perché lo spread, perché i CDS, perché l’”accanimento” dei mercati?

Qui si ricade sempre nella stessa solfa:

  • il debito pubblico
  • la crescita economica.

Sono proprio queste le variabili che pesano in modo enorme sulla considerazione dell’Italia come debitore.

Il debito pubblico italiano è estremamente elevato e genera ogni anno un’enorme spesa per interessi, ciò pesa sui conti pubblici e ci rende un debitore a rischio. L’OMT di Draghi, lo scudo anti-spread di Monti sono meccanismi atti a contenere i tassi d’interesse, ossia ad abbassare il costo del debito e a “liberare” risorse dello Stato a fini più produttivi.

L’altro punto debole è la crescita. Tornare a crescere è l’unica via per creare quel circolo virtuoso che nel medio periodo porta a ridurre e stabilizzare il debito pubblico.

Per realizzare questo grafico ci siamo ispirati ad uno studio simile (ma non uguale) realizzato la settimana scorsa dal più famoso gestore obbligazionario del mondo, la società Pimco. In questo lavoro, intitolato “The Ring of Fire” si evidenziavano i punti di vulnerabilità degli Stati Uniti. L’idea è piaciuta molto a noi di Advise Ony, abbiamo quindi deciso di proporvi l’analisi cambiando il punto di vista. I risultati sono molto simili, cosa molto confortante per l’Italia.

A questo punto non ci resta che omaggiare colui che ha ispirato, a sua volta, Pimco:

Video di Johnny Cash, "The Ring of Fire"

Scritto da

Esperta di obbligazioni e di gestione di portafoglio, è laureata in Economia Politica Internazionale all'Università di Torino. Vanta una lunga esperienza sui mercati finanziari, acquisita in primarie realtà nel mondo del risparmio gestito, come DWS Investments e Anima Sgr. È stata ricercatrice presso l’International Center for Economic Research.

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