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5 grafici per spiegare il successo di Facebook

Emerso dal nulla nel 2004, Facebook è il social network per definizione: 28 milioni di utenti solo in Italia e poco più di 343 miliardi di dollari di capitalizzazione. In 5 grafici proviamo a delineare il successo della creatura di Mark Zuckerberg.

Il prezzo delle azioni

 

 
Quotata a Wall Street il 18 maggio 2012, Facebook è stata offerta al pubblico ad un prezzo di 38 dollari per azione. In prima battuta l’accoglienza degli investitori è stata piuttosto fredda: troppi i dubbi sul modello di business e sulla resilienza della società.
 
Guess what? Oggi per diventare azionisti di Facebook bisogna investire 117 dollari (+308%).

Il mondo di Zuckerberg

 

Mark Zuckerberg sembra avere le idee piuttosto chiare: il suo obiettivo è ampliare il suo mondo con grandi operazioni di acquisto, costi quel che costi. Tra le acquisizioni più importanti e discusse ci sono sicuramente quella di Instagram (aprile 2012, 1 miliardo di dollari) e quella di Whatsapp (ottobre 2014, 22 miliardi di dollari), che hanno portato l’“universo di Zuckerberg” ad una cifra monstre di quasi 3,5 miliardi di utenze [sic].

I ricavi: mobile is king

 

 
Che il mobile sia ormai il vero canale di comunicazione lo sappiamo tutti. Con uno smartphone si può prenotare una cena, imbarcarsi su un aereo e inviare denaro ad un amico. Naturalmente anche Mark ne è ben consapevole e sta facendo il suo gioco implementando nuove funzioni come gli Instant Article, i Messenger Games e i Facebook Canvas, tutti prodotti innovativi utilizzabili solamente da mobile e tablet. (Se non sapete cosa sono non preoccupatevi, in perfetto stile Facebook sono stati introdotti in sordina, ma presto vi colpiranno dritti in fronte). Ah, ovviamente sono tutti prodotti che ospitano advertising ottimizzato, quindi: more revenues (più ricavi).

“Perché io valgo” e Facebook lo sa bene

 

Uno dei grandi punti di forza del social network di Palo Alto è la sua abilità di fare in modo che gli utenti abbiano un grande valore. Quasi tutte le novità introdotte nella piattaforma social seguono la tanto buona quanto datata regola del “la moglie ubriaca e la botte piena”: da una parte si rincorre la migliore esperienza per l’utente, semplificando e migliorando i contenuti, dall’altra si fa in modo che l’utente abbia sempre meno controllo su ciò che vede e ciò che utilizza. In poche parole Facebook, grazie al suo speciale algoritmo, è in grado di interpretare i gusti degli utenti, di trattenerli più a lungo e di mostrare loro sempre più pubblicità obbligando gli inserzionisti a pagare di più: win-win.

Il ragazzino nell’Olimpo

 

Se Facebook fosse una società tecnologica come le altre della Silicon Valley, questo grafico non dovrebbe impressionarci particolarmente. Ma Facebook non è una società come le altre. Il suo fondatore è nato il 14 maggio 1984 e con i suoi 50,2 miliardi di dollari di patrimonio netto è il sesto uomo più ricco del mondo. Parola di Forbes. Sforziamoci anche di ricordare che Facebook, in fin dei conti, è un social network e produce… boh?!


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Nato e cresciuto con la guida del team di comunicazione di AdviseOnly a partire dal 2012, ha successivamente collaborato con diverse startup operanti in settori diversi tra loro: dalla musica al turismo, sempre occupandosi di comunicazione web e gestione della brand image sui social network. Dopo la laurea in lingue ed economia all’università Cattolica di Milano ha fondato e lanciato la propria startup, per poi tornare nuovamente in AdviseOnly alla guida della comunicazione e del marketing.

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