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HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATOVale la pena investire nel mercato europeo dell’auto?

Vale la pena investire nel mercato europeo dell’auto?

Quasi non passa giorno che i giornali finanziari ed i loro siti (ma non solo) se ne escano con una notizia sulla crisi del mercato dell’auto (in Europa, fuori va un po’ meglio).

D’altronde i dati non mentono: -10,2% a febbraio 2013, dopo il -8,5% di gennaio di quest’anno a conferma che la crisi, iniziata per questo mercato nell’ottobre 2011, non solo non accenna a finire, ma potrebbe anche peggiorare.

Spieghiamo però una cosa, che ovviamente nessuno dice mai: il mercato continentale è maturo, in virtù di una bassa crescita demografica e di un elevato numero di auto in circolazione. La possibilità di crescita nel lungo periodo è nulla. Niente. Zero.

investire nell'automotive

A buttare sale sulle ferite c’è anche la sovracapacità produttiva, se possibile “peggiorata” dall’apertura degli stabilimenti di molte marche nell’Europa dell’Est. Complessivamente, nel continente europeo ci sono 92 stabilimenti produttivi di sole auto (pensate all’indotto…). Chi volesse approfondire la questione può cliccare qui.

È di ogni evidenza che, per tenere occupati gli operai, si debbano vendere molte auto. Persino troppe. Tuttavia, per le ragioni di cui sopra, questo non succederà.

Accertata la situazione sicuramente non rosea che abbiamo delineato la domanda che, da consulenti ed analisti finanziari, ci viene spontanea è: a fronte di questi dati pessimi, e della crisi in corso, ha senso investire nell’automotive?

A caldo, ovviamente, viene da dire di sì: stiamo raschiando il fondo del barile e, come diceva il Barone de Rotschild – uno che di investimenti se ne intendeva – si investe “quando il sangue scorre per le strade, soprattutto se è il vostro”. Se oggi le cose vanno male, quando andranno meglio ci sarà certamente da guadagnarci. E parecchio.

Ma… siccome non siamo né dei “folli”, né Rotschild, ed amiamo fare le cose con più calma, siamo andati a vedere cosa è successo ai titoli continentali negli ultimi 5 anni, e dall’ottobre 2011. Leggete un po’:

Ultimi 5 anni

Da ottobre 2011

FIAT

-67,21%

+12,7

Peugeot/Citroen

-86,38%

+61,89%

Renault

-20,21%

+114,6%

Volkswagen/Audi

+28,86%

+56,22%

Porsche*

+32,57%

+65,42%

Daimler (Mercedes)*

+85,44%

+24,78%

BMW*

+272,17%

+40,18%

Sorpresi? Fate bene… cosa si evince da tutto ciò?

  • Fiat è la peggiore, in ogni senso (e da qui, purtroppo, non si scappa: è italiana, nonostante Marchionne…).
  • Se anche si è fatto un po’ schifo (borsisticamente parlando) all’inizio, tipo PSA o Renault, ci si è poi ripresi bene.
  • I Tedeschi vanno bene, molto meglio degli altri.

Ancora una cosa: credo che i più, direi anzi la quasi totalità degli operatori, ha perso questi rialzi, così come ha fatto la totalità dei  privati. Eh già, perché le catastrofiche notizie sul mercato dell’auto citate all’inizio secondo voi hanno spinto il “parco buoi” verso gli investimenti nel mercato dell’auto? Certo che no, ed i soliti noti (Big Money) ringraziano…

Vi lascio con un paio di perline.

Sapete quali sono i titoli che hanno guadagnato di più sulla borsa giapponese da inizio anno? Che c’entra il Giappone direte… c’entra, c’entra.

Come ben saprete, da inizio anno, la Borsa giapponese è quella che ha guadagnato di più: oltre il 30%! Questo dipende dalle politiche ultraespansive della Abenomics, la politica economica espansiva che il primo ministro Abe ha messo in campo per combattere l’endemica deflazione nipponica.

Orbene, il migliore titolo laggiù è la Yokohama, che produce pneumatici (indotto auto), con oltre il +100% di rialzo da inizio anno! Poi vengono Mazda (auto), +98,85%, la Fuji Heavy Industries (che produce la Subaru), con +73%, la Bridgestone (altre gomme) con +67%. Fate voi.

L’altra perlina è l‘ETF chiamato Lyxor 600 Auto (clicca per analizzare lo strumento gratuitamente sul sito Advise Only) cioè l’indice delle aziende europee attive nel comparto auto e relativo indotto. Da ottobre 2011 è sopra +48,91%, ad 1 anno +11,76% e da inizio anno +2,21% (sempre sopra l’inflazione).

Quindi… per rispondere alla domanda: ovviamente, il mercato dell’auto continua a fare schifo e chi legge solo le news si mette paura (e continua a non guadagnare), però se il mondo occidentale non implode, beh, possibilità di investimento ci sono, eccome.


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Buona navigazione!

Scritto da

Alessandro Ruocco è un Consulente d'Investimento Indipendente. Diplomato in Lingue Straniere e laureato in Scienze Biologiche con specializzazione in Etologia, dopo la laurea ha deciso di fare della passione per la Borsa ed i mercati il suo lavoro, ottenendo nel 2000 un Master di Consulenza. In ambito finanziario/economico è specializzato in asset management azionario e con ETF, preferibilmente sui mercati esteri. Tratta e guarda con diffidenza valute e commodities, lascia ad altri obbligazioni e bond vari, non tratta, e mai tratterà, strumenti derivati di nessun tipo. Come Consulente Indipendente non ha conflitto d'interesse con i clienti, in quanto non tratta direttamente i loro soldi. Ottimista per definizione, sopporta poco e male l'eccessivo pessimismo che i media compiacenti stanno diffondendo a piene mani sui mercati. È fortemente convinto che il mondo si salverà, nonostante esistano individui come ZeroHedge e Roubini.

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