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BollettinoAO | Trump “barcolla ma non molla”, la Brexit è realtà

Il Presidente USA Donald Trump, dopo i primi scricchiolii sull’Obamacare, procede con la sua agenda, intanto la Brexit si è trasformata in realtà con la consegna della lettera formale all’UE.


Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

  • Addio capitali. Secondo la Banca Centrale Europea è dall’Italia che arriva il maggior deflusso di capitali che lascia l’Europa: si parla di circa 70 miliardi di euro;
  • Barcollo ma non mollo. Dopo lo schiaffo e il mancato sostegno del suo partito sull’abolizione dell’Obamacare, il presidente USA Donald Trump ha firmato in questi giorni un decreto per la liberalizzazione del mercato dell’energia, ha richiesto un miliardo di dollari per la costruzione dei primi 100km di muro con il Messico e sta valutando l’ipotesi di imporre dei dazi del 100% su prodotti europei, tra cui anche quelli italiani;
  • E io pago. Banca Popolare di Vicenza ha chiuso l’offerta di pubblica transazione con i soci “azzerati” raccogliendo adesioni pari al 70%, obiettivo minimo che si era prefissata. Il passo successivo è stato quello di fare richiesta alla BCE per far intervenire lo Stato con l’obiettivo del salvataggio;
  • Non capite un tubo. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta del Comune di Melendugno (regione Puglia) per la costruzione del Tap (Trans Adriatic Pipeline), ossia il tubo conduttore del gas pensato per ridurre la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia, che richiederebbe lo sradicamento di 200 ulivi;
  • Brexit, è realtà. L’ambasciatore britannico ha consegnato formalmente alla Commissione Europea la lettera che sancisce l’avvio dei negoziati per la Brexit e il divorzio dall’UE;
  • Stop, decido io. La Commissione Europea ha negato la fusione fra Deutsche Boerse e London Stock Exchange, stabilendo che avrebbe portato alla creazione di un monopolio su alcuni strumenti finanziari;
  • Una storia infinita. Dopo i fallimenti passati, si riapre l’Opa di Lactalis su Parmalat, anche se le condizioni restano invariate. I francesi offrono sempre un prezzo di 3 euro per azione,che non intendono alzare.

Grafico della settimana

La fiducia dei consumatori verso l’economia degli Stati Uniti ha raggiunto quota 125,6 punti (rispetto ai 114 attesi): è il valore più alto degli ultimi 16 anni.

 

Come si sono mossi i mercati

Sui mercati azionari da segnalare di nuovo la chiusura positiva di Piazza Affari, per la terza settimana di seguito. Al contrario, il Giappone chiude la terza settimana con una correzione e perdendo tutto quello che aveva guadagnato da inizio anno, portandosi a -0,4%. Tra i settori da segnalare il mercato della tecnologia che continua nel suo trend positivo, con un sonoro +12% da inizio anno; settimana di recupero per il settore dell’energia sebbene resti l’unico ancora in negativo (-5,4% ytd).

Seconda settimana positiva anche per i mercati obbligazionari, bene l’Italia che chiude a +1,1%.

Per quanto riguarda le commodities si è ristretta la forbice tra oro e petrolio rispetto alla settimana scorsa: quest’ultimo ha avuto una settimana di rimbalzo sebbene il mercato del greggio resti abbastanza controverso considerando dinamiche come gli aumenti di produzione mondiale, shale oil e il poco peso del cartello Opec che al momento non riesce a sfruttare le condizioni di mercato e di accordo tra Paesi. L’oro si ferma dopo due ottime settimane.

In agenda

Ecco i principali dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana e la stima del consensus (fonte: Bloomberg).

Europa – Settimana importante per l’Europa, dove si farà particolare attenzione alla pubblicazione al tasso di disoccupazione, prezzi alla produzione e indici PMI nelle sottocategorie (manifatturiero, servizi e composito), tutti relativi al mese di marzo. In Spagna occhi puntati sui dati dell’inflazione, mentre in Germania sarà reso noto il dato sulla produzione industriale, ordini all’industria e bilancia commerciale. In Francia invece è tempo di conoscere la produzione industriale e manifatturiera insieme alla bilancia commerciale e gli indici PMI di servizi, manifattura e composito. Per la nostra Italia tocca conoscere i dati sulla disoccupazione, deficit e vendite al retail.

USA – Per l’America segnaliamo importante attenzione agli ordini di beni durevoli, tasso di disoccupazione, ordini all’industriale e bilancia commerciale.

Giappone – Per il Paese del Sol Levante riflettori puntati sull’indice PMI, nelle versioni dei servizi, manifattura e composito insieme alla base monetaria

Emergenti – In Russia sarà comunicato il dato sulle riserve auree insieme all’inflazione, PIL e dati sugli indici PMI.


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