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Bollettino AO | Dazi nuovo sequel, scintille su Brexit

Ancora Brexit e guerra commerciale al centro del nostro BollettinoAO.

I fatti salienti della settimana

Dazi, nuova puntata. Dopo le indiscrezioni del fine settimana, lunedì 17 settembre il presidente USA Donald Trump ha annunciato nuove misure in tema di dazi. A carico della Cina. Colpiti beni per circa 200 miliardi, con aliquote del 10% che saliranno al 25% da gennaio se nel frattempo non si fanno progressi sul fronte delle negoziazioni.

Trump ha aggiunto che, in caso di reazioni da parte cinese, darà immediatamente ordine di introdurre dazi sui rimanenti 267 miliardi di beni non ancora bersagliati. Un approccio molto bullish, finalizzato a fare pressione per ottenere qualche risultato da portare all’attenzione nella campagna elettorale per le midterm.

Washington attacca, Pechino risponde. Le autorità cinesi hanno per contro confermato dazi su 60 miliardi di importazioni USA, ma senza suscitare le annunciate controreazioni. Un incontro fra le due parti è previsto per il 27 settembre e per il momento sembra che l’escalation si sia fermata.

Intanto il premier cinese Li Keqiang ha garantito che la Cina non svaluterà deliberatamente lo yuan per bilanciare l’impatto dei dazi e non esagererà con l’espansione monetaria, ma punterà su altri fattori di sostegno alla crescita.

Treasuries in vendita? Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners fa notare come, in questo quadro, abbia suscitato un po’ di trepidazione la notizia secondo cui il portafoglio di Treasuries in mano alla Banca Popolare Cinese è sceso di 8 miliardi di dollari USA, a 1.171 trilioni di dollari a luglio. Una ritorsione?

In realtà, secondo Sersale e altri, il calo è marginale ed è abbastanza fisiologico che avvenga in questo momento, dato che la People’s Bank of China deve liquidare le riserve valutarie per sostenere lo yuan.

E si torna a parlare di Nord Corea. Non è esclusa la possibilità di nuovi colloqui tra il presidente Trump e Kim Jong-un.

La Banca del Giappone resta espansiva. La Bank of Japan ha confermato il target sui tassi al -0,1%. E ha detto che terrà i tassi d’interesse ai livelli attuali per un periodo esteso di tempo. Gli acquisti di titoli governativi giapponesi proseguiranno in modo flessibile ma tale da assicurare che l’esposizione cresca al ritmo annuo di 80 trilioni di yen circa.

E qui chiudiamo con l’Asia e passiamo all’Europa.

In Italia nuove tenzoni sul Bilancio. All’indomani del vertice di governo sulla manovra, il 18 settembre il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha partecipato a Milano al Bloomberg European Capital Markets Forum, nel corso del quale ha rassicurato la platea di analisti, banchieri e imprenditori sugli sforzi per ridurre il debito pubblico.

Intanto il quotidiano La Stampa ha pubblicato una ricostruzione secondo la quale il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio avrebbe detto che se Tria continua così può anche andare a casa. Poi la smentita: no, Tria non è in discussione, ma “un ministro serio deve trovare le risorse per le riforme”.

Giovedì 20, in Parlamento, Tria ha confermato l’apertura alle misure su pensioni e reddito di cittadinanza, ma nel rispetto degli equilibri di bilancio.

E Fitch dà una sforbiciata. Fitch ha limato le stime sulla crescita italiana nel 2018, al +1,2% dal +1,3% previsto a giugno. La novità è emersa dal Global Economic Outlook di settembre, dove l’agenzia ha evidenziato come la crescita del secondo trimestre sia risultata pari allo 0,2%, la metà di quanto previsto da Fitch a giugno. Per il 2019 la previsione è pari al +1,2%, per il 2020 al +0,9%.

Brexit: non parlarmi, non ti sento. Mercoledì 19 settembre è iniziato il summit europeo a Salisburgo, che, tolto il tema dei migranti (ennesima fumata nera), rappresentava un’occasione per fare qualche passo in avanti verso l’accordo per Brexit.

Le aspettative sono andate deluse, però: il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, dopo i colloqui con il primo ministro britannico Theresa May, ha detto ai giornalisti che secondo i leader UE il cosiddetto “piano Chequers” – così chiamato perché prodotto nella residenza di campagna del primo ministro, a Chequers – “allo stato attuale non funzionerà, se non altro perché minerebbe il mercato unico dell’UE”.

La proposta prevedeva fra l’altro la possibilità di accordi commerciali indipendenti dall’Unione Europea. Al palo anche il confronto sul confine irlandese. Ci attende un intenso mese di ottobre.

Grafico della settimana

La cannabis corre sul mercato. È di questi giorni la notizia che Coca Cola sarebbe intenzionata a produrre la prima bevanda a base di cannabis, attraverso la (possibile) partnership con la società canadese Aurora Cannabis, operante nel settore. Negli Stati Uniti il processo di legalizzazione prosegue velocemente e secondo le stime di Bloomberg dovrebbe raggiungere un giro d’affari superiore ai due miliardi di dollari USA entro il 2020.

Questa dinamica si riflette anche sui mercati finanziari, dove le quotazioni stanno decisamente volando: osservando l’andamento di una delle principali società operanti nel settore della cannabis, emerge una certa analogia con altri boom finanziari più o meno recenti.

Come si sono mossi i mercati

Piazze azionarie oltre i dazi. La settimana è iniziata in tono negativo in Cina e nelle altre principali piazze dell’area (per effetto delle novità sui dazi). Tutt’altro clima in Giappone, dove si festeggiava la Giornata degli Anziani.

Poi, nella giornata seguente, l’azionario cinese ha sperimentato il rimbalzo. Disomogenee le altre piazze asiatiche, bene Tokyo. Effetto dazi anche a Wall Street lunedì, con successivo recupero. Settimana positiva per l’Europa e anche per l’Italia, a dispetto delle persistenti ansie degli investitori sull’impatto delle tensioni commerciali, della crisi degli emergenti e delle vicende politiche nel nostro Paese.

Il BTP ha provato a resistere. La settimana è partita col piede giusto per il BTP, che ha anche provato a resistere ai nuovi botta-e-risposta sulla prossima Legge di Bilancio. Sul finire della settimana, però, si è rivista un po’ di fibrillazione sullo spread, in concomitanza con un’intervista rilasciata da Di Maio a Radio24: se non si trovano le risorse per realizzare il nostro programma, avrebbe detto il vice presidente del Consiglio, tanto vale andare a casa. Così lo spread si è riallargato.

Sterlina in “sindrome da Salisburgo”. La sterlina ha patito la nuova brutale frenata dei colloqui su Brexit che si è consumata a Salisburgo. Il cambio tra euro e dollaro si avvia a chiudere la settimana a ridosso dell’1,18, in recupero rispetto alle settimane scorse.

Metalli vittime del braccio di ferro USA-Cina. Bloomberg lunedì ci segnalava che i metalli industriali, incluso il rame, hanno aperto la settimana con forti perdite in scia alle preoccupazioni relative alla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Le frizioni tra i due Paesi pesano sulle prospettive di domanda da parte del maggior consumatore di queste materie.

Trump twitta, i produttori di greggio riflettono. Petrolio in attesa di capire se nel vertice del 23 settembre ad Algeri i Paesi esportatori recepiranno le sollecitazioni di Trump, che in un tweet ha chiesto prezzi più bassi per compensare le sanzioni in arrivo a carico dell’Iran.

In agenda

Di seguito, alcuni dei principali appuntamenti e dati macroeconomici della prossima settimana.

Stati Uniti – Martedì 25 settembre esce il rapporto sulla fiducia dei consumatori a settembre. Il 26 toccherà alle vendite di nuove abitazioni ad agosto e alle scorte di petrolio. Ma soprattutto, si conosceranno le decisioni e le proiezioni economiche del FOMC della Fed, da cui è atteso un nuovo rialzo dei tassi. Giovedì 27 gli ordinativi di beni durevoli e, soprattutto, la variazione del Prodotto Interno Lordo (dato riferito al secondo trimestre).

Cina – Venerdì 28 settembre si conoscerà l’aggiornamento sull’indice manifatturiero PMI-Caixin a settembre.

Europa – Lunedì 24 settembre è in calendario l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania. Il 28 avremo l’importante indicazione sulla variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo (dato aggiornato a settembre) in Europa, a valle di vari dati sul clima di fiducia (il 27). A margine, segnaliamo che il 27 la BCE diffonderà il suo bollettino economico.

Gran Bretagna – Quale effetto ha avuto la Brexit sull’economia britannica, finora? Un’indicazione potrebbe arrivare dal dato sul PIL annuale e trimestrale (dato aggiornato al secondo trimestre dell’anno), che uscirà venerdì 28 settembre.

 


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