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Investi consapevolmente: occhio alla cedola, ecco una polizza da non comprare

Aggiornato il 21/09/2017

Agli italiani piacciono tantissimo i fondi comuni “a cedola“. Forse perché sono abituati alle cedole dei titoli di Stato?

Comunque, quello dei prodotti finanziari a cedola  è un successo. Tristemente, è il massimo dell’innovazione finanziaria prodotta da banche e società di gestione italiane negli ultimi anni. Io ne ho già parlato fuori dai denti: i fondi a cedola sono spesso bidoni terrificanti nei quali voi risparmiatori cadete come moscerini nel succo d’uva.

Il segreto dei prodotti a cedola

Il problema più frequente è che le cedole promesse possono intaccare il capitale investito, che in pratica viene restituito in anticipo. Rimborso di capitale mimetizzato da cedola, insomma. E pazienza se magari alla scadenza quello che torna in tasca è inferiore a quanto versato.

Torno ancora una volta sui prodotti a cedola perché mi viene l’orticaria a leggere le offerte sui giornali e sentire le roboanti dichiarazioni di Assogestioni che, in perfetto stile autoreferenziale, fa sapere a tutto il mondo quanto è fico il settore del risparmio italiano e la lobby delle grandi banche che lo domina, quanto sono bravi nella raccolta – grazie soprattutto a questi prodotti infausti.

Mi preme ora dirvi che non esistono solo i fondi a cedola. Ci sono anche le polizze unit-linked a cedola.

Di base, nella maggioranza dei casi le polizze unit-linked e index-linked sono buone solo per arricchire chi le vende. Rendetele “a cedola” e difficilmente migliorerete la situazione…

Siccome il blog di Advise Only punta a rendere il risparmiatore consapevole, approfondiamo un po’ la questione.

La polizza unit-linked Creditras Income 360

Prendete, per esempio, la polizza unit-linked Creditras Income 360 (di Creditras, società partecipata in modo paritetico da Allianz e Unicredit), arrivata sul mio tavolo tramite una signora, amica di un’amica, che di questo bel prodottino aveva capito soltanto che “rende il 3,60% all’anno”. Ma la polizza, della quale trovate tutto il materiale informativo QUI, non è esattamente come aveva capito.

Certo, la slogan del prodotto sulla brochure si presenta accattivante:

“Per chi vuole gustare i frutti dei propri risparmi”

Poi continua con una frase sibillina:

“Life Income 360 è l’investimento assicurativo che rimborsa automaticamente somme periodiche di ammontare fisso e predefinito”

Questa è arte. Perché è tutto vero, dato che “Life Income 360 riconosce con periodicità semestrale una somma fissa pari all’1,80% del premio”, ovvero il 3,60% annuo. A questo punto, come una trota dei laghetti di pesca facilitata, il risparmiatore medio ha già abboccato, finendo entusiasta in padella.

Ma il diavolo è nei dettagli. Il problema infatti emerge poche righe più avanti, quando Creditras scrive:

“Prestazioni periodiche ricorrenti con cadenza semestrale in misura costante pari al 3,60% annuo del premio versato mediante riduzione del numero di quote (decumulo erogato al lordo della fiscalità) del FIA CreditRas Income 360 e indipendentemente dalla performance del FIA stesso. Gli importi fissi sono erogati fino a quando sul contratto residuino quote del Fondo Interno.”

La traduzione di questo mappazzone in lingua “parla-come-mangi” non vi piacerà:

  • caro risparmiatore, ogni semestre prenderò l’1,80% dal capitale correntemente investito e te lo darò, a prescindere da quanto ha reso (ovviamente dopo averci tolto le tasse);
  • se il capitale dovesse finire (per esempio, a forza di pagare le presunte cedole e per via dei costi che gravano sulla polizza unit-linked), finirebbero anche i pagamenti semestrali e l’investimento. R.I.P.

Un risparmiatore ottimista potrebbe pensare che il 3,60% annuo venga comunque fuori grazie alla bravura dei gestori. Possibile. Ma facciamo due conti insieme e vediamo quanto è probabile, in base ai costi che gravano sui fondi.

Costi di caricamento

Sono pari all’1,50% del capitale investito: questo vuol dire che, se voi investite 50.000 €, loro ne intascano subito 750. L’investimento reale sarà quindi 49.250 (vi fanno lo sconto se investite più di 150.000 €). Non proprio simpatici ma onestamente, in quanto a costi di caricamento, ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, ho visto balenare caricamenti del 10-15%, qui è “solo” 1,5%.

Commissioni di gestione dirette

Sono pari su base annua all’1,75%; il che significa che ogni anno si prendono 1,75% del vostro investimento (anche se in realtà il prelievo è giornaliero, pro-quota).

Commissioni degli OICR sottostanti

Creditras dichiara di voler investire in modo prevalente (ovvero almeno per il 70%) in OICR, cioè in fondi comuni o Sicav, magari di Allianz (che così riesce a ficcar lì dentro i suoi fondi). Questi fondi prevedono anche loro commissioni di gestione, che voi… pagate. Quanto? Dal prospetto di offerta (pag. 9), si legge che
Le commissioni massime di gestione applicabili dagli OICR sono pari a:

  • 0,80% per gli OICR appartenenti al comparto monetario;
  • 1,60% per gli OICR appartenenti al comparto obbligazionario;
  • 2,50% per gli OICR appartenenti al comparto azionario

Quanto mi costa la polizza?

Tirando le somme, viene fuori che il carico commissionale annuo sta grosso modo tra il 3% e il 3,5%. Quindi, per avere una cedola del 3,6% annuo, il gestore deve ottenere un rendimento medio (e sottolineo medio, su tutto l’arco di vita dell’investimento) annuo tra il 6% e il 7%, decimale più, decimale meno.

È un obiettivo di rendimento bello tosto: i BOT annuali rendono meno dello 0,30% lordo, i BTP decennali il 2,40%, mentre i Bund non arrivano all’1%. Con la zavorra di costi commissionali che si portano dietro i gestori di questa polizza unit-linked, per arrivare al 6%-7% devono prendersi dei bei rischi. Magari azionari. E le cose potrebbero andare male – ciò, a sua volta, implica che vanno male per VOI. Oppure, peggio ancora, i gestori potrebbero non prendere rischi: in tal caso, dati gli smunti rendimenti in circolazione, le speranze di rivedere il capitale investito si abbassano ancora.

Creditras Income 360 non è il peggior prodotto in circolazione della sua categoria, anzi, è assolutamente nella media. Perciò, attenzione, perché è facile imbattersi in simili proposte e in altre peggiori.

Gli invstimenti alternativi

Investite in prodotti semplici, evitate gli errori più marchiani e leggete i documenti informativi, prima di investire i vostri soldi. Sempre!

Tra i nostri portafogli ne abbiamo messi a punto alcuni appositamente per generare un flusso di cassa regolare, proprio come quello che millantano i fondi a cedola. Si tratta di portafogli costruiti con ETF che prevedono un’erogazione periodica di dividendi e cedole obbligazionarie. Di fatto potete ottenere risultati simili assumendovi rischi inferiori e con prezzi decisamente più bassi, a tutto beneficio della performance finale.


Investire con i Portafogli AO è semplice e conveniente


Scritto da

Ha solcato i mari della finanza in lungo e in largo, su imbarcazioni piccole e grandi, con i mercati in tempesta oppure cavalcando grandi onde d’ottimismo. Da anni soffre di contorcimenti interiori che lo turbano nel profondo, e questo non solo per gli eccessi di frutti di mare, bensì per come vengono trattati i risparmiatori e per le tristi condizioni in cui versa l’industria che li dovrebbe gestire. E allora Jack Sparrow invoca l’ammutinamento! Basta con prodotti finanziari che fanno solo il gioco di chi li vende, basta con portafogli di risparmio che cozzano contro il buon senso! Entra nella ciurma di Jack e segui i suoi consigli per trasformare il tuo disagio in qualcosa di utile per i tuoi risparmi.

Ultimo commento
  • Un mio amico mi ha parlato di questa possibilità e quando mi ha detto che prenderà il 4% mi son messo a ridere. Mi presenterà il promotore e vedremo. Non mi è chiaro però il tasso della “cedola pirata”. Sarei anche tentato ma come fa a rendere tanto se le quotazioni sono abbondantemente sopra il cento tipo 112 ecc.?

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