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Financial Brief | Come si sceglie la banca giusta?

Vi spieghiamo come scegliere la banca giusta per voi.

Il luogo comune

“Le banche sono tutte uguali! È inutile perdere tempo per scegliere la migliore.”

In un famoso spot televisivo si dice “La mia banca è differente” ed è effettivamente così: ogni banca offre, in base alla  strategia scelta e alle proprie politiche di marketing, un mix di servizi che può differire sensibilmente da quello di altri istituti bancari. Il panorama è assai vario. Del resto, ogni individuo ha bisogni differenti.

Dunque, per un risparmiatore è importante in primis capire i propri bisogni finanziari e scegliere la banca che soddisfa al meglio le proprie esigenze.

La mappa concettuale e il test

Abbiamo provato ad isolare gli aspetti fondamentali a cui prestare attenzione quando si cerca una nuova banca, organizzandoli in un percorso che vi aiuterà a riordinare le idee.
Inoltre, al fondo di questo articolo potete fare un test per scoprire quale sia il tipo di banca più adatto a voi. Ma non è un test qualsiasi: noi di AdviseOnly siamo una società fieramente indipendente dai gruppi bancari, quindi non abbiamo nessun interesse a promuovere una banca oppure un’altra.

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[accordion title=”I servizi offerti dalle banche”]

1. Gestione del denaro corrente

In questa categoria troviamo i servizi legati alla gestione ordinaria del denaro:

  • conto corrente – sul c/c il denaro è disponibile “a vista”, sicché siamo di fronte allo strumento principe di gestione della liquidità, usato per la gestione del denaro in entrata (come ricevere un bonifico, o l’accredito dello stipendio, o della pensione) e in uscita (ad esempio disporre bonifici, anche ricorrenti);
  • carta di debito – impropriamente nota come “carta bancomat”, permette la gestione del denaro in uscita – cioè pagamenti e prelievi dal conto – e prevede l’addebito delle cifre spese sul conto corrente bancario del titolare contestualmente all’esecuzione dell’operazione;
  • carta di credito – carta di pagamento che interpone un lasso di tempo tra il momento dell’acquisto e quello dell’effettivo pagamento, che può essere posticipato al mese successivo (carta di credito a saldo), o rateizzato (carta di credito a rate, o revolving);
  • home banking – ossia la disponibilità di una piattaforma online, accessibile dal proprio PC o da mobile, consentendo di effettuare alcune operazioni comodamente da casa o in viaggio;
  • libretto assegni – tradizionali strumenti di pagamento;
  • pagamento di utenze (MAV, RAV, bollo, F24, ecc.);
  • ricariche telefoniche.

Nella valutazione di questi servizi i costi sono chiaramente l’aspetto cruciale, insieme alla funzionalità. Molte banche offrono buona parte di questi servizi gratuitamente, ad esempio la carta bancomat e la disposizione dei bonifici, altre no, presentando costi di tenuta del c/c e di prelievo ATM, se effettuato presso altre banche. Alcune banche offrono condizioni vantaggiose ma poi si fanno pagare a caro prezzo la reportistica cartacea inviandola al cliente senza che l’abbia esplicitamente richiesta. Sicchè occorre fare attenzione: molte spese possono essere facilmente evitate analizzando l’offerta delle banche. Non dimenticate inoltre di tenere d’occhio le frequenti promozioni che si rincorrono sul mercato.

Per darvi un’idea dell’eterogeneità dei costi, analizziamo quelli associati alle carte di credito: la tabella seguente offre una panoramica dei costi delle principali banche italiane. (Fonte: Corriere della Sera, articolo del 29 maggio 2017)

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2. Servizi d’investimento e consulenza finanziaria.

Si tratta dei servizi che consentono al cliente, in autonomia oppure supportato da un consulente finanziario della banca, d’effettuare operazioni d’investimento sui mercati. In sostanza: acquistare e vendere strumenti finanziari. I principali servizi d’investimento generalmente offerti sono:

  • gestione – all’interno di quest’ampia categoria troviamo l’offerta di fondi comuni, di gestioni patrimoniali in titoli e in fondi (GPF), di prodotti assicurativi come le polizze unit-linked, e via dicendo;
  • consulenza finanziaria – attuata da professionisti legati alla banca;
  • trading – è l’attività d’intermediazione titoli in senso stretto, cioè l’accesso al mercato.

Cosa bisogna valutare quando si sceglie una banca per i servizi d’investimento?
In primis la gamma dei prodotti offerti, ad esempio il numero di Borse e mercati ai quali la banca consente di accedere per acquistare/vendere ETF, obbligazioni, azioni, ecc, nonché quantità e qualità di asset manager dei quali distribuisce fondi comuni. Inoltre, vanno considerati i costi legati alla negoziazione degli strumenti finanziari, da valutare in funzione dell’ammontare che si intende investire – tra questi costi rientrano anche quelli legati ai versamenti dei Piani di Accumulo del Capitale (PAC), che è bene siano pari a zero. Per finire bisogna prestare attenzione alla facilità di utilizzo del sito – comprare e vendere in autonomia, nonché avere una situazione aggiornata dello stato dei propri investimenti, dovrebbe risultare semplice anche per chi è alle prime armi.

3. Servizi creditizi

Qui si parla principalmente di mutui e credito al consumo (i classici finanziamenti a breve termine). In questo caso gli aspetti da valutare più attentamente sono:

  • la gamma dell’offerta (ad esempio le varie tipologie di mutuo e di finanziamento);
  • il costo del mutuo o della linea di credito (sintetizzato da indicatori come TAN e TAEG), le commissioni di massimo scoperto nel caso si superi la linea di credito, o le commissioni qualora non si adempia al pagamento di un numero di rate;
  • le garanzie richieste ed eventuali specifiche clausole contrattuali (covenants).
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[accordion title=”Banche online vs banche offline”] Ne abbiamo parlato spesso: il mondo della finanza è in piena rivoluzione Fintech, e il mondo della tecnologia digitale sta contaminando sempre più quello delle banche. Le banche online stanno infatti prendendo sempre più piede, offrendo generalmente convenienza e qualità (proprio come N26). Al momento i risparmiatori italiani mostrano ancora un certo scetticismo verso le vere e proprie banche online; un equilibrato mix tra una banca tradizionale e una online sembra ad oggi essere la soluzione in maggiore ascesa.

La componente dei servizi online è cruciale nella moderna idea di banca perché amplia l’accessibilità dei servizi, aiutando a monitorare in tempo reale il conto, per esempio con il servizio di conferma degli acquisti tramite sms, o analoghe notifiche legate agli investimenti. Per non parlare della velocità con cui generalmente si aprono i conti o si accede agli investimenti. Tante operazioni possono essere effettuate comodamente da casa. Inoltre, le banche online sono spesso molto competitive in termini di costo dei servizi offerti.

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[/accordion] [accordion title=”3 risparmiatori tipo”]

A questo punto dovrebbe essere chiaro che non esiste un solo tipo di banca, e che ciascuno ha una tipologia di banca d’elezione. Tocchiamo con mano quest’idea con tre casi concreti.

Sofia – ha 28 anni, abita a Milano. Sin dai tempi del liceo artistico è appassionata di moda, affascinata dallo stile degli stilisti italiani e dalle influenze etniche. Così, dopo il diploma, si è diplomata in Fashion Design allo IED, e, grazie ad uno stage presso un’importante maison, ha imboccato la strada del lavoro da lei sognato: ora collabora per varie case di moda ed è sempre in giro per il mondo. Quindi, di mettere su casa accendendo un mutuo per ora non se ne parla. Ma di credito al consumo sì: Irma ha ottenuto un finanziamento per l’acquisto dell’auto nuova, fedele compagna dei suoi viaggi in stile on the road. Irma è consapevole che la situazione in Italia non è granché favorevole ai giovani, così, con lungimiranza, ha iniziato un PAC, grazie al quale ogni mese investe in un fondo bilanciato una piccola somma, pensando al suo futuro.

Rossana – 47 anni, abita a Perugia, è sposata ed è una mamma felice. Lavora come impiegata nel settore amministrativo di una grande azienda. Da qualche anno lei e suo marito hanno trovato la casa dei loro sogni e per comprarla hanno acceso un mutuo, che tuttora stanno pagando. Rossana coltiva la passione per gli oggetti d’antiquariato e, tra una compravendita e l’altra, le capita di scambiare qualche assegno. Su consiglio del marito, a cui piace tenersi informato sul mondo della finanza, hanno investito in un fondo comune bilanciato, col fine di proteggere il valore reale dei loro risparmi. Rossana ha poi avviato un PAC per i due figli adolescenti, in modo che abbiano un capitale quando saranno più grandi.

Alfredo – 71 anni, in pensione oramai da un decennio, dopo aver vissuto a Firenze si è trasferito con sua moglie in un piccolo borgo sull’Appenino Toscano. Lì possiede alcuni appartamenti che affitta in primavera e estate. Per gestire i lavori di manutenzione delle case ha richiesto un finanziamento presso la banca locale. Inoltre, dovendo riscuotere molti assegni (per gli affitti degli appartamenti), si reca spesso in filiale, dove ormai ha un ottimo rapporto con il direttore, che lo aiuta anche nel tenere sotto controllo l’investimento obbligazionario effettuato per integrare la sua pensione.

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Ora scoprite qual è la banca migliore per voi!

Per aiutarvi a capire quale tipo di banca soddisfa meglio le vostre necessità abbiamo messo a punto un quiz semplicissimo: poche domande per capire qualcosa in più sulle vostre abitudini di risparmiatore e trovare la banca giusta per voi.


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