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Dimmi che investitore sei e ti dirò… che portafoglio avrai

In questo Blog abbiamo provato più volte a spiegare cosa sono gli strumenti finanziari, come funzionano i mercati, come e dove si comprano obbligazioni e azioni. Spesso parliamo di dividendi, spread, rendimenti,  p/e, valutazioni… ma facciamo un passo indietro e chiediamoci: come si “progetta” un investimento?

Che cos’è un portafoglio di investimento?

In parole semplici, un portafoglio è un insieme degli strumenti finanziari (conti correnti, azioni, obbligazioni, fondi comuni, ecc…) di proprietà di un investitore. Il portafoglio, composto da diversi strumenti, offre il vantaggio della diversificazione: in tal modo si minimizza il rischio (è difficile che in un paniere di investimenti, tutti vadano male contemporaneamente). Per approfondire i vantaggi della diversificazione, leggete l’articolo di Raffaele Zenti.

Come si costruisce un portafoglio d’investimento? E cosa vuol dire che un portafoglio è adeguato per un cliente? Quanto risparmio serve per poter “realizzare” un portafoglio? Per quanto tempo? È quello giusto?

Proprio come in un concessionario di auto, anche per quanto riguarda i prodotti finanziari, l’interesse del venditore è piazzare il maggior numero di autovetture per raggiungere il budget e massimizzare i profitti. E proprio come quando ci accingiamo ad acquistare un’autovettura, anche se non siamo esperti di motori, facciamo valutazioni su budget, consumi, utilizzo, necessità e gusto personale, dovremmo fare lo stesso con un investimento.

Il punto di partenza è: quali informazioni sono indispensabili, non tanto per selezionare il titolo (o meglio i titoli) che “sperabilmente” renderà  più di tutti, ma per far sì che la scelta di quell’investimento non si riveli sbagliata per noi.

Esistono una serie di indizi utili per prendere coscienza del proprio profilo di investitore ed essere in grado di comprendere cosa è adeguato o cosa è folle tra le mille proposte di investimento che ogni giorno riceviamo.

Certo – vi starete chiedendo – è ovvio che conoscere i propri “bisogni” di risparmiatori è utile, ma come fare? Per fortuna ci sono degli strumenti che rendono meno complesso questo processo, Advise Only ne propone uno e lo mette a disposizione di tutti i suoi utenti gratutitamente: il Test del DNA finanziario. Il Test permette, con poche e semplici domande, di realizzare un identikit dell’investitore, una radiografia delle sue esigenze e preferenze e riesce a far emergere in modo oggettivo le tue necessità, aspettative e preferenze.

Tempo e rischio

La valutazione dell’orizzonte temporale e della propensione al rischio sono, ovviamente, i due capisaldi per un investimento consapevole.

Sapere per quanto tempo è possibile immobilizzare il proprio patrimonio o quando sarà necessario poter disporre di tutto o parte del proprio risparmio è fondamentale. La domanda non è però solamente “quale è il tuo orizzonte temporale?” ma: “a cosa pensi ti possano servire i tuoi risparmi? Che cosa prediligi: rendimento o protezione del capitale? Hai una casa? Cosa vorresti fare con i risparmi che ti ha lasciato tua zia Antonietta? Quanto riesci a risparmiare al mese? Stai progettando un bel viaggio? Ecc…”

Occorre poi capire qual è la nostra capacità di sopportare il rischio. Anche in questo caso chiedere direttamente ad un utente di valutare la propria propensione al rischio potrebbe risultare poco efficace.

Difficile che un amante di base jumping di 35 anni, single, vi dica che ha una bassa propensione al rischio, anche se ha un mutuo, un’ex moglie e un paio di figli a carico…

La propensione al rischio deve essere misurata con oggettività e tenendo conto che la percezione di quanto si è disposti a rischiare spesso è errata. Una situazione avversa può ridurre notevolmente la nostra voglia di rischiare ed indurci a rivedere (magari in modo irrazionale ed emotivo) scelte che ci parevano sensate. Meglio quindi misurare anche una propensione psicologica al rischio, valutando professionalmente quanto della risposta dipende dal carattere dell’investitore più che dalla reale situazione economico-finanziaria, quanto da fattori superficiali e quali sono le reali reazioni nei momenti di incertezza.

Inoltre le risposte riguardanti l’orizzonte temporale e la propensione al rischio devono essere “pesate” per il livello di conoscenza e di esperienza del risparmiatore. L’autovalutazione di orizzonte temporale e propensione al rischio assumono rilevanza diversa a seconda di quanto si è esperti e di quanto si padroneggiano le dinamiche dei mercati finanziari.

Il Test del DNA finanziario, che trovate sul sito di Advise Only, è stato predisposto grazie alla collaborazione e allo studio di un team di esperti con diverse professionalità, proprio per riuscire a fare domande semplici e ottenere un quadro realistico dell’investitore.

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Una volta completato il Test del DNA finanziario avrai tutte le informazioni indispensabili per capire che tipologia di investitore sei, questo renderà molto più semplice l’individuazione di un portafoglio adeguato alle tue esigenze.

In sostanza se una famiglia di subacquei, con la passione per il ciclismo e con 4 figli si reca dal concessionario, è molto improbabile che comprerà una Smart rossa fiammante…

E tu, che tipo di investitore sei? Scoprilo subito.

test del dna finanziario

Scritto da

Esperta di obbligazioni e di gestione di portafoglio, è laureata in Economia Politica Internazionale all'Università di Torino. Vanta una lunga esperienza sui mercati finanziari, acquisita in primarie realtà nel mondo del risparmio gestito, come DWS Investments e Anima Sgr. È stata ricercatrice presso l’International Center for Economic Research.

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