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Dieci consigli per vivere di rendita o integrare la pensione

Alcuni utenti del sito Advise Only ci hanno chiesto consigli di investimento perchè si trovano in questa situazione: un capitale a disposizione e la necessità di farlo fruttare, con una rendita nel tempo.

Rendita non significa necessariamente “ricchezza”. E’ un termine spesso utilizzatao in modo improprio. La situazione potrebbe infatti essere, a titolo esemplificativo, una delle seguenti:

  • un lavoratore finalmente giunto alla pensione, che riceve il suo TFR (il trattamento di fine rapporto) o l’eventuale risultato di un investimento previdenziale (questo è il caso più tipico);
  • un capitale che risulta dalla vendita di un immobile o di un terreno di famiglia, da utilizzare per arrotondare gli stipendi, o per assistere un anziano che ha bisogno di cure quotidiane;
  • qualche risparmio a dispisizione per fronteggiare una situazione di reddito basso, dovuto alla perdita del lavoro, o perché si è iniziata un’attività meno redditizia della precedente;
  • si è accumulato un gruzzolo, magari non grandissimo, e si decide di cambiare vita, ad esempio dedicandosi ai propri hobby o scegliendo di vivere in una località magari lontana, con un costo della vita decisamente più basso.

I casi possono essere i più disparati e può trattarsi di situazioni più o meno fortunate. Ma, in ogni caso, questa è la vita: occorre guardare in faccia la realtà con senso pratico.

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Il portafoglio Obiettivo Rendita

Noi di Advise Only per rispondere a questi risparmiatori abbiamo un portafoglio già bell’e pronto: Obiettivo Rendita, del quale si è parlato in questo post. Finora ha egregiamente svolto il compito di fornire un reddito integrativo, portando anche a casa buoni risultati anche in conto capitale (cioè non solo con cedole e dividendi, ma anche grazie a plusvalenze).

Clicca per aprire, vedere, seguire e copiare il portafoglio

come investire per avere una rendita a vita

La pappa pronta va bene, certo, ma per essere risparmiatori consapevoli è importante che conosciate i tratti essenziali di un investimento del genere. Non serve un dottorato in finanza matematica per affrontare questi problemi, basta solo un po’ di “financial education, la cultura finanziaria di base.

Vediamo quindi le 10 regole più importanti da seguire, in ordine di importanza.

1. Create un portafoglio di investimento ad hoc

Non occorre aprire un altro conto titoli in banca (anche se in qualche caso può essere appropriato), basta poter separare il portafoglio, che ha un obiettivo ben specifico, da altre eventuali componenti patrimoniali, per tenerlo sotto controllo.

Un modo pratico (e gratuito) per farlo è creare tale portafoglio su Advise Only, monitorandone poi nel tempo la performance e il rischio (già, perché i rischi cambiano nel tempo).

2. Puntate a cedole e dividendi alti

Il denaro va investito principalmente in strumenti finanziari in grado di generare reddito con una certa regolarità, grazie a cedole e dividendi: quella è la cassa fresca che vi serve. Quindi, scegliete obbligazioni con cedola alta, sopra la media di mercato, sopportando il fatto che siano quotate sopra la pari (prezzo  maggiore di 100).

Per quanto riguarda l’investimento in azioni (direttamente attraverso titoli azionari, oppure tramite ETF e/o fondi comuni, con il beneficio di una buona diversificazione), puntate soprattutto ad un elevato dividend yield. Sul sito AO c’è un’apposita app, “Le Classifiche” che consente di individuare le azioni con il dividend yield più elevato e le obbligazioni con cedola più corposa.

3. Evitare grossi rischi di perdita definitiva del capitale

Visto l’obiettivo del portafoglio, potete sopportare abbastanza bene oscillazioni di mercato importanti, se continuano a essere pagate cedole e dividendi. Ma subirete un grave danno se un investimento fa default, perché avete perso reddito e capitale.

Diversificate con ragionevolezza, frazionando i rischi, ed evitando di assumere importanti rischi di fallimento. E, siccome anche gli Stati sovrani possono fare default, non dimenticate di diversificare su base internazionale e valutaria.

4. Difendetevi dall’inflazione

È importante proteggervi dall’erosione dovuta all’inflazione, cioè dall’aumento dei prezzi, che in ultima analisi diminuisce il potere d’acquisto. Il nemico che dovete temere è l’inflazione del Paese nel quale verrà speso il reddito.

La difesa è costituita essenzialmente da titoli obbligazionari indicizzati all’inflazione (come i BTP Italia) e ai tassi d’interesse a breve (come i  CCT), oltre che da investimenti azionari, in quanto legati alle dinamiche produttive e all’economia reale.

5. In caso di emergenza si può utilizzare il capitale

Idealmente, l’integrazione reddituale dovrebbe provenire da cedole e dividendi. Il capitale, però, potrebbe essere relativamente piccolo e produrne in misura insufficiente, oppure potrebbero verificarsi emergenze. In questi casi, con prudenza e buon senso, si può liquidare parte del portafoglio: se si tratta di un patrimonio che potrebbe andare in eredità, pazienza. Prima vengono i bisogni immediati di reddito, quelli per i quali si è risparmiato, poi tutto il resto.

6. Prestate attenzione alla liquidità degli strumenti finanziari

Acquistate strumenti con buona liquidità, in modo che si possano vendere facilmente in caso di emergenza, altrimenti sono guai. Questa è la ragione per cui gli immobili non sono granché adatti per questo obiettivo di investimento: sono intrinsecamente illiquidi.

7. Puntate ad una crescita moderata del capitale

Inutile strafare, avete già come obiettivo un reddito corrente e la protezione dall’inflazione. Perciò puntate ad una crescita regolare del capitale che, su un arco temporale di una certa lunghezza, dovrebbe discendere con buona probabilità dall’applicazione delle regole precedenti.

8. Effettuate i necessari ribilanciamenti di portafoglio

Sostituite le obbligazioni scadute. Movimentate poco il portafoglio, variando l’asset allocation solo a fronte di chiare opportunità offerte dal mercato: ad esempio, investimenti con cedole o dividendi elevati, buoni fondamentali, che magari hanno patito per una brusca discesa dei mercati.

9. Non pagate costi di gestione superflui

Evitate costi elevati: non sono necessari per avere un buon portafoglio e hanno un alto impatto negativo sui risultati del vostro investimento, trascinando verso il basso le performance.

10. Non vi fate incastrare dall’ultimissimo prodotto offerto dalla vostra banca

Evitate, e questo è un corollario dei punti precedenti, strumenti opachi e costosi, come le polizze unit-linked o index-linked, spesso offerti in questi frangenti come soluzione unica e completa: nella maggioranza dei casi si tratta di soluzioni costose, rigide, illiquide e inefficienti.

 

Come vi dicevo, non c’è nulla di trascendentale in tutto ciò.

Non vi resta che mettervi al lavoro sul portafoglio, magari partendo da Obiettivo Rendita, per poi modificarlo in base alle vostre esigenze. E se vorrete confrontarvi con esperti, sul nostro sito troverete persone competenti e disponibili. Basta iscriversi, è gratis!

Scritto da

Uno dei fondatori di AdviseOnly, responsabile del Financial & Data Analysis Group. Esperto di finanza e gestione dei rischi, statistico Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra le altre: Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su investimenti e gestione dei rischi. Ex-triathleta, s'ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning.

Ultimi commenti
  • Il Portafoglio Obiettivo Rendita mediamente che percentuale annua di cedole distribuisce (al di là dell’apprezzamento del capitale)?

    • Raffaele Zenti

      Il reddito corrente medio di un portafoglio come questo è una grandezza variabile, anche se tende ad essere abbastanza stabile nel tempo, in quanto oltre alle cedole fisse (es. quella del BTP, che è 5%), ci sono elementi variabili come i dividendi di azioni ed ETF. Alcune componenti reddituali, come le cedole del CCT e del BTP legato all’inflazione, sono poi legate direttamente a grandezze di mercato fluttuanti. Quindi c’è una certa variabilità. Detto ciò, i tasso medio tra cedole e dividendi è stimabile tra il 4% e il 5% annuo nella maggior parte degli anni. A questo va aggiunto l’apprezzamento del capitale, che fino ad ora è stato del 5.7% su base annua (francamente mi aspetto sia più basso quest’anno).

  • Vi ringrazio moltissimo, è esattamente il tipo di pf che sto cercando, dopo aver navigato a vista tra i titoli azionari italiani, rompendomi qualche osso, ma tornando in pari (per la verità in gain del 1,4%) dopo un anno e mezzo. Il trading puro non fa per me, ho bisogno di analizzare, investire e spegnere il pc per qualche mese. Poi eventualmente rivalutare e riconsiderare, ma senza fretta.

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