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HomeCAPIRE LA FINANZAFINANZA PERSONALE12/12/12: l’alba di un futuro migliore per il rapporto banche – risparmiatori?

12/12/12: l’alba di un futuro migliore per il rapporto banche – risparmiatori?

Nella giornata di oggi i giornali hanno riportato due notizie che potrebbero finalmente cambiare il corso della regolamentazione delle banche e soprattutto del rapporto tra banche e clienti.

Noi di Advise Only abbiamo più volte scritto sul tema (“Salvateci dalle giga-banche“, “Indignati e grandi banche: chi ha ragione?“) auspicando, come molti altri commentatori, l’intervento di una maggiore e più efficiente regolamentazione delle istituzioni bancarie al fine di evitare che si ripeta in futuro la crisi che stiamo conoscendo in questi anni.

Nella giornata odierna, già parecchio interessante per gli appassionati di ricorrenze numeriche (12/12/12) e i “seguaci dei Maya”, ci sono stati ben due pronunciamenti importanti che sembrano cambiare nella giusta direzione la storia recente delle banche. Entrambe le notizie arrivano dalla Gran Bretagna, un paese dove la finanza pesa per il 10% del PIL nazionale e ne è il centro di eccellenza mondiale.

La prima notizia è che, in seguito allo scandalo del Libor (di cui avevamo già parlato cercando di fare un po’ di chiarezza), oggi sono state arrestate 3 persone attivamente coinvolte nelle manipolazioni dei tassi. Questa condanna segue la multa di 290 milioni di sterline pagata da Barclays lo scorso giugno. La materia della truffa sui tassi Libor e Euribor è estremamente complessa e ramificata, la buona notizia è che per una volta la frode sembra aver “aiutato” i consumatori con un mutuo indicizzato da pagare. Il segnale è forte e simbolico, come riporta anche dal Sole 24 Ore,  perchè (finalmente?) si sposta all’ambito penale, con le responsabilità degli imputati, indice di una conquistata rilevanza pubblica.

L’altra notizia riguarda la banca inglese Norhern Rock che, forse lo ricorderete, è stata la prima banca moderna oggetto di un vero e proprio “bank run” (corsa agli sportelli) all’inizio della crisi. Fu poi nazionalizzata nel 2008 e quindi acquistata dal gruppo Virgin. Northern Rock è stata condannata a rimborsare i clienti per un totale di 270 milioni di sterline (1.800 sterline per cliente coinvolto) a causa di un errore amministrativo, che non ha arrecato alcun danno economico ai clienti ma, questa è la grande novità, ha fatto incorrere la banca in una grave violazione degli obblighi informativi nei loro confronti.

Terza notizia, sempre da Londra, ma questa è di ieri (11/12/12): è stata inflitta la maggior multa della storia a una banca. HSBC deve pagare 1,97 miliardi di dollari perchè, nell’ambito delle sue operazioni in USA, si è imbattuta in movimenti poco trasparenti con narcos e Iran per riciclare denaro sporco.

Briciole, o come direbbero gli anglosassoni, peanuts? Forse, ma in un momento in cui la fiducia verso le istituzioni finanziarie è ai minimi storici in tutti i paesi europei e non solo. Questi sono segnali che non vanno trascurati.

banche e finanza: qual è la fiduicia nei vari paesi?
La crisi ha accentuato la sgradevole sensazione che le banche, seppur strategiche, vengano trattate con regole diverse e maggiore benevolenza di altre imprese, basti pensare ai 4 miliardi di euro necessari per salvare l’Ilva e ai 3,9 miliardi chiesti dal Monte dei Paschi di Siena allo Stato, che riusciranno (forse) a passare persino in questo avanzo traballante di legislatura.

I clienti delle banche si sono sentiti (e in tempi recenti, sono sempre stati) l’anello debole nelle controversie con gli operatori finanziari. Oggi più che mai si sentono indifesi e anche un po’ arrabbiati nel vedere la troppo facile “indulgenza” della giustizia nei confronti di chi, per dolo o scarsa regolamentazione, tanto peso ha avuto nella crisi. Oltra al danno poi, c’è la beffa: i salvataggi bancari devono essere finanziati dalle imposte che pagano, in quanto cittadini, gli stessi clienti degli istituti!

L’unione bancaria europea è una conquista difficile ma altamente auspicabile per tutti i cittadini europei, che rischia di essere svuotata di significato se non si ripristina un set di regole efficaci e credibili per le banche. La strada del recupero della fiducia verso gli operatori finanziari sembra in salita, ma tutto sarebbe tanto più semplice se le banche, grandi e un po’ autoreferenziali, si ricordassero il più banale delle principi di marketing: il rispetto per i loro clienti.

Scritto da

È uno dei partner fondatori e Presidente di Advise Only. Laureata in Economia Politica presso l'Università Bocconi, è stata responsabile dell'area commerciale dell'asset management del gruppo Banca Leonardo, occupandosi della ristrutturazione dell'offerta dei prodotti di risparmio gestito. In precedenza ha accumulato significative esperienze dapprima presso l'area Fixed Income Sales & Trading di JP Morgan e poi come Managing Director in Goldman Sachs, area Structured Fixed Income, occupandosi di clientela istituzionale italiana. Ama lo sport (corsa e sci di fondo), i buoni libri e l'opera lirica.

Ultimi commenti
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    Dare una multa ad una banca (e probabilmente in generale ad una qualsiasi azienda privata) non ha senso, visto che essa si riflette solo ed esclusivamente sui clienti (fregati due volte). Da ora in avanti le banche non smetteranno di trafficare coi soldi “facili”, si limiteranno a caricare il “rischio multa” che ne potrebbe derivare sui loro clienti (noi tutti, se non si fosse capito). L’unica strada e’ la reponsabilita’ personale (e possibilmente penale) dei manager.

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    In un caso, come scritto nell’articolo, ci sono arrivati alle responsabilità penali. In generale poi i risparmiatori delle banche si lamentano, ma piuttosto che fare un po’ di lavoro in prima persona preferiscono farsi “derubare”… Ubi maior..

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