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Educazione finanziaria: italiani bocciati. E tu quanto ne sai? Fai il test

Anche in finanza, quello che percepiamo e crediamo di conoscere, non è (sempre) reale.

La pillola rossa per vedere “quanto è profonda la tana del bianconiglio” è il “Rapporto sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane. Attitudini comportamentali e approcci”, con la Consob nelle scure vesti di Morpheus.

Educazione finanziaria: percezioni vs. realtà

Secondo lo studio della Consob, oltre l’80% degli italiani si ritiene più bravo della media della popolazione quando si tratta di evitare le spese inutili, monitorare il bilancio familiare e risparmiare, mentre il 70% pensa di avere una conoscenza base dei prodotti finanziari.

percezioni_italiani_su_educazione_finanziaria

Ma se si interrogano gli stessi italiani sui principali concetti finanziari, si scopre che si sopravvalutano, nella maggior parte dei casi.

educazione_finanziaria_reale_degli_italiani

A cosa è dovuto il divario tra conoscenze finanziarie reali e percepite dai singoli individui?

Non stanno mentendo, semplicemente hanno un’eccessiva fiducia nelle loro capacità.

Del resto, in condizioni di normalità la nostra autostima ci spinge ad autovalutarci in modo più generoso di quanto ci meritiamo in ogni ambito della vita: da quella professionale, a quella privata. Solo che se investiamo confidando troppo nelle nostre capacità, le conseguenze sono ben diverse.

Effetti dell’eccessiva fiducia in se stessi sugli investimenti

La Consob rileva che il diverso livello di conoscenze finanziarie ha un impatto sulle scelte di investimento degli italiani, in quanto modifica la loro percezione delle diverse dimensioni del rischio.

Gli italiani con un basso livello di conoscenza finanziaria sono preoccupati dal rischio di rendimenti inferiori alle aspettative, perdite del capitale e variabilità dei rendimenti. I più esperti, invece, temono gli alti costi commissionali, le difficoltà di monitoraggio degli investimenti e i rendimenti sotto le attese.

Inoltre, aggiungiamo che un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di investimento può portare a investimenti azzardati (è il caso dell’High Frequency Trading (HFT), del trading online e degli investimenti a leva) oppure ad assumersi maggiori rischi (come fanno tipicamente gli uomini, mentre alle donne il rischio non piace).

La Consob comunque rileva che esiste comunque una minoranza di “secchioni” che conosce bene la finanza:

  • sono uomini (8 punti di differenza a loro favore rispetto alle donne);
  • hanno un alto livello di istruzione (chi ha conseguito almeno la laurea triennale ottiene 16 punti in più);
  • vivono al Nord (+11 punti rispetto al Sud).

E tu, quanto ne sai di finanza? Fai il nostro test!


Soluzioni: consulta AOpedia alle voci inflazione, diversificazione e relazione rischio/rendimento. Il tasso d’interesse semplice è dato dalla formula: (capitale x tempo x tasso)/100. Il rendimento atteso è dato dalla media ponderata dei rendimenti futuri.

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

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  • Il test è davvero interessante, pensavo di saperne di meno 🙂

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