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#ABCFinanza: cosa sono le obbligazioni convertibili?

Cosa si intende per obbligazione convertibile? #ABCFinanza

I bond convertibili hanno subito un duro colpo reputazionale dai crack bancari degli ultimi anni. Ma, in sé, non sono una brutta cosa: come molti strumenti – finanziari e non – tutto dipende da come li si utilizza.

Nell’ormai lontano 2013, precorrendo i tempi rispetto alle pessime notizie che sarebbero emerse in seguito, su questo blog parlammo dell’anomalia di un’obbligazione convertibile proposta da Veneto Banca1.

Ora, nei giorni in cui si torna a parlare dei rimborsi ai risparmiatori italiani coinvolti nei crack delle banche, facciamo luce su uno strumento che spesso e volentieri si cita, ma che magari si conosce poco.

 

Cos’è un bond convertibile?

L’obbligazione convertibile si colloca a metà strada tra un’obbligazione e un titolo azionario: si chiama “convertibile” proprio perché il possessore ha la facoltà di rimanere creditore dell’emittente per tutta la vita naturale del bond oppure trasformare il proprio diritto di credito in quello di “socio”, diventando così azionista della società.

L’opzione di conversione ha un costo che pesa direttamente sul rendimento del bond convertibile, normalmente più basso rispetto a quello di un’obbligazione ordinaria dotata di caratteristiche analoghe. E a proposito di caratteristiche, oltre al costo della conversione, ecco le altre tre che identificano un’obbligazione convertibile. Essa prevede:

  • un rapporto o prezzo di conversione, che in sostanza ci dice quanto l’azione costerà al detentore dell’obbligazione convertibile;
  • un metodo di conversione, che può essere diretto, se le azioni sono dell’emittente dell’obbligazione, o indiretto, se invece sono emesse da una società terza;
  • un periodo di conversione, a partire dal quale si può domandare, appunto, la conversione dall’obbligazione all’azione.

 

 

Affrontiamo con un esempio il calcolo del prezzo di conversione. Ipotizziamo, per esempio, un rapporto di conversione pari a 1/4 e un valore nominale dell’obbligazione di 10 euro. Ciò farà sì che per l’obbligazionista il prezzo dell’azione sarà di 2,5 euro, al di là della quotazione del titolo sul mercato azionario. Ne consegue anche che il titolare dell’obbligazione avrà un interesse maggiore ad esercitare il diritto di opzione tanto più il prezzo di mercato del titolo azionario è superiore ai 2,5 euro.

 

Un asset assimilabile alle azioni

Secondo i “fan”, le obbligazioni convertibili sono doppiamente vantaggiose perché possono rappresentare una protezione nelle fasi ribassiste e un’occasione interessante per beneficiare di quelle rialziste.

Mettendo da parte gli slogan e guardando ai dati, notiamo come in realtà i bond convertibili si comportino più da azioni che da obbligazioni, mostrando una maggiore volatilità rispetto ai classici bond. Appaiono quindi più confacenti alla parte rischiosa di un portafoglio – alla quale per sua natura aderisce anche l’equity – piuttosto che a quella difensiva.

 

Obbligazioni convertibili | amCharts

 

Questo è un aspetto certificato anche dalla maggiore correlazione di questa asset class con il mercato azionario globale (0,8 la correlazione storica degli ultimi dieci anni), rispetto al più debole dato del coefficiente con l’obbligazionario (sia corporate che governativo mondiale), che si ferma allo 0,2. Il beneficio in termini di diversificazione di questa asset class è decisamente inferiore rispetto a quella delle più classiche obbligazioni.

 



1 – Attenzione agli investimenti senza via d’uscita: lo strano caso dell’obbligazione convertibile Veneto Banca

Scritto da

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, lavora a Milano dal 2007. Dopo un'esperienza di quattro anni in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori, si è spostata in Blue Financial Communication, casa editrice specializzata nei temi dell'asset management e della consulenza finanziaria. A dicembre 2017 si è unita al team di AdviseOnly.

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