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#ABCfinanza: alla scoperta del tasso di cambio – Parte II

Il tasso di cambio euro dollaro come funziona
Proseguiamo il viaggio nel mondo del tasso di cambio: dopo averne scoperto l’importanza nel mondo degli investimenti, completiamo questo ABCfinanza cercando di scoprire insieme altre importanti caratteristiche.

Nel precedente ABCfinanza abbiamo contestualizzato il tasso di cambio, spiegando come nasce e come si sviluppa nelle economie attuali. È stato rapido constatare come il suo valore possa variare in base alle dinamiche sottostanti e come tutto ciò abbia dei riflessi sul mondo degli investimenti. A questo punto non ci resta che approfondire quest’ultimo aspetto, concentrando la nostra attenzione direttamente sull’impatto “in soldoni” del tasso di cambio su un investimento denominato in valuta estera (ad esempio un investimento in azioni o obbligazioni di un altro Paese, una situazione molto comune anche per un piccolo risparmiatore).

Vediamo un esempio molto semplice, scolastico, utile per capire.

L’investimento estero

Proviamo a metterci nei panni di un investitore americano che decide di investire 10 mila euro per tre anni in un’obbligazione di un’azienda italiana che paga una cedola annuale (sempre reinvestita) del 10%: al termine, dopo tre anni l’investitore avrà un capitale di 13.310 euro[1].

A questo punto sarà necessario “cambiare” il ricavato in dollari statunitensi. Osserviamo nel grafico come cambia il possibile ricavo dell’investimento a seconda di diversi livelli del cambio dollaro/euro, che ci dà il prezzo in dollari di un euro.

  1. In caso di parità del cambio, ovviamente il ricavato corrisponderebbe sempre a 13.310 dollari.
  2. Con un tasso di cambio dollaro come quello del nostro precedente post (1,1248 $/€), il ricavato dell’investimento corrisponderebbe a 14.971 dollari. Il calcolo è semplice: 13.310€ x 1,1248$/€ = 14.971$.
  3. Qualora invece il cambio aumentasse a quota 1,20 €/$, il guadagno registrato sarebbe superiore, pari a 15.972 dollari, dato che, con il quantitativo di euro potrò “comprare” più dollari, grazie all’effetto dell’apprezzamento dell’euro (e il simmetrico deprezzamento del dollaro, che diventa più “debole”). Il calcolo è: 13.310€ x 1,20$/€ = 15.972$.
  4. Infine, nel caso in cui fosse l’euro a subire un deprezzamento (0,90 €/$), a fronte di un simmetrico apprezzamento del dollaro, il guadagno finale sarebbe limitato a 11.979 dollari. Il calcolo è: 13.310€ x 0,90$/€ = 11.979$.

Apprezzamento e deprezzamento

Come avrete notato, abbiamo iniziato a parlare di apprezzamento e deprezzamento di una valuta, osservando direttamente gli effetti sul risultato finale dell’investimento. Di cosa parliamo? Osserviamo insieme l’andamento del cambio dollaro/euro negli ultimi 5 anni.

 

Ad un primo sguardo risulta evidente la “discesa” che ha intrapreso il cambio negli ultimi anni: una caduta che evidenzia come la nostra valuta[2], l’euro, si sia progressivamente deprezzata nei confronti della valuta americana, che al contrario si è apprezzata, diventando quindi “più cara” per i mercati esteri, con tutte le conseguenze che questo comporta (difficoltà nelle esportazioni per gli USA, ad esempio).

Le formule

Per rendere un po’ più pratica questa breve analisi, riteniamo utile riportare brevemente la logica matematica che lavora dietro al tasso di cambio: esso infatti si presenta come un rapporto determinato in base ad una valuta d’interesse. Qualora, conoscendo il valore del cambio euro/dollaro, volessimo conoscere il reciproco, dollaro/euro, basterà utilizzare la seguente formula:

formula_2

 

Invece nel caso in cui volessimo calcolare a quanti dollari corrispondono 50 euro, ad esempio, la formula è la seguente:

formula_1

In un mondo sempre più finanziariamente globalizzato, la necessità di saper valutare e leggere nel modo corretto le informazioni fornite dal tasso di cambio, permette di valutare, da un nuovo punto di vista, le possibilità d’investimento offerte dal mercato nazionale, e non solo.

[1] Capitalizzazione “composta”: 10000 x (1+10/100)^3

[2] Cambio “certo per incerto”, in cui la valuta che cambia (incerta) è la moneta estera, il dollaro, in funzione di una singola (certa) unità di moneta nazionale, l’euro.


Un risparmiatore informato è un risparmiatore migliore

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Scritto da

Da sempre animato dalla curiosità verso il mondo della finanza, consegue la laurea triennale in Marketing e Mercati Globali, quindi passa al corso di laurea magistrale in Economia e Finanza presso l'università degli studi di Milano-Bicocca. L'impronta quantitativa del percorso accademico alimenta la curiosità verso tematiche economico-finanziarie e modelli di gestione. Questo lo convince della necessità e importanza di una chiara comunicazione finanziaria. Ovviamente, date queste premesse, non poteva che entrare a far parte del team di AdviseOnly. Alterna il tempo libero tra l’analisi di realtà geopolitiche e la ricerca di nuove dimensioni musicali.

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