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Più consapevolezza e più realismo: il nuovo risparmio “all’italiana”

abitudini di risparmio degli italiani con la tecnologia

A distanza di alcuni mesi, la ricerca globale di Schroders dipinge un quadro in lento miglioramento. Quello che emerge è che 9 italiani su 10 sentono il bisogno di aumentare le proprie conoscenze in tema di investimenti. Quello che manca è la consapevolezza delle scelte che vengono intraprese, criterio fondamentale per la gestione efficiente dei propri risparmi.

Investire prima di tutto

Nel pensare al proprio reddito disponibile per il prossimo anno, una delle priorità dei risparmiatori globali è senza dubbio quella di investire in strumenti finanziari (in questo caso azioni e obbligazioni). Al di là dei luoghi comuni, i risparmiatori italiani non fanno eccezione in questa classifica, ma anzi occupano il gradino più alto all’interno dell’Eurozona.
 

 
Il motivo molto probabilmente deve essere ritrovato nel fatto che i conti correnti hanno un rendimento molto basso, se non addirittura nullo, e i risparmiatori sembrano aver capito che parcheggiare i soldi senza farli fruttare non è la scelta più efficiente, inoltre l’inflazione è sempre in agguato e potrebbe erodere parte del capitale accumulato. Il 15% degli intervistati italiani userà i propri risparmi per investire nel settore immobiliare mentre il 12% per la propria pensione. Il 10% purtroppo non è ancora pratico con il concetto di investimento e preferisce risparmiare tenendo la liquidità in banca e infine un preoccupante 4% dice di voler tenere i risparmi in casa.

L’approccio agli investimenti

Se è vero che nel 2018 la priorità dei risparmiatori italiani è investire, è altrettanto vero che gli italiani sono investitori piuttosto cauti. Quasi 7 italiani su 10 al momento non vogliono optare per investimenti particolarmente rischiosi e quasi la metà degli intervistati ha più liquidità rispetto al passato. Il perché gli italiani abbiano così a cuore la liquidità è ancora un mistero; tra le motivazioni principali non c’è l’incertezza dello scenario politico internazionale dato che poco più della metà del campione intervistato non lascia che gli eventi a livello globale compromettano le proprie scelte finanziarie.

Cosa aspettarsi dai propri investimenti? Mediamente gli investitori globali si attendono dai propri portafogli un rendimento annuale medio del 10,2% e in particolare asiatici e americani confidano in un irrealistico 11,7%. I risparmiatori italiani, invece, sembrano essere più realisti e si aspettano un rendimento annuale medio del 7,1%, valore del tutto in linea con il rendimento medio annuo dell’indice MSCI World, l’indice azionario mondiale per eccellenza, che dal 1987 ad oggi ha reso il 7,2% ogni anno.

Investimenti e tecnologia

Uno degli aspetti più interessanti esplorati dalla ricerca è il rapporto dei risparmiatori con la tecnologia legata agli investimenti.

È innegabile, la tecnologia ha ormai contaminato ogni settore e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Uno dei settori che è stato particolarmente stravolto in questi ultimi anni è senza dubbio quello finanziario. Tutto è cominciato con i pagamenti online, i trasferimenti di denaro istantanei fino ad arrivare alla gestione degli investimenti.

Ma come se la cavano gli italiani tra finanza e tecnologia? La gestione digitale del conto corrente è ormai diventata un’abitudine per la stragrande maggioranza dei risparmiatori, 7 italiani su 10 usano infatti strumenti tecnologici per la gestione ordinaria del denaro; ma le cose sono un po’ più complesse quando si parla di gestire i propri investimenti con l’aiuto della tecnologia: solamente 5 italiani su dieci lo fanno, un valore ben inferiore rispetto a quello globale (65%).

La tecnologia, quando si parla di investimenti, è un valido alleato per la riduzione dei costi, per monitorare l’andamento dei propri risparmi e per prendere decisioni più efficaci. Aumentando la fiducia negli strumenti tech che abbiamo a disposizione è possibile accrescere le proprie competenze finanziarie, e solo così si potranno prendere decisioni più consapevoli e in linea con gli obiettivi finanziari. Il processo di digitalizzazione dell’investimento è ormai cominciato e i primi effetti si vedono già nella nostra vita quotidiana.


Global Investor Study 2017

Scritto da

Fondato nel 1804, quotato alla Borsa di Londra dal 1959 e parte dell'indice FTSE 100, Schroders è uno dei principali gruppi finanziari globali, che ha fatto della gestione di capitali la propria esclusiva attività. Si distingue per indipendenza, stabilità degli assetti proprietari e solidità dei bilanci. La capacità di puntare lontano e anticipare i trend d’investimento ne caratterizza la storia da oltre due secoli: con approccio rigoroso e illuminato la società mira alle migliori opportunità in tutto il mondo, osservando i mercati internazionali e locali da una prospettiva privilegiata. Questo le ha permesso di superare con successo i periodi economici sfavorevoli e di crescere fino a diventare uno dei leader mondiali del settore.

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